Si complica l’estradizione dall’Italia alla Svizzera del presunto trafficante di droga ticinese (detto il “Tigre”) arrestato a Tenerife nel marzo dello scorso anno, e poi trasferito oltre confine. Martedì la Corte di appello di Venezia ha infatti disposto la scarcerazione del 29enne, che a metà novembre era finito nuovamente dietro le sbarre dopo essere stato rimesso in libertà, una prima volta, dal Tribunale del riesame di Reggio Calabria.
La procura reggina – ricordiamo – gli imputa la compravendita di qualche decina di chili di hashish o marijuana, emersa nell’ambito dell’inchiesta “Millennium”. Il Ticino lo accusa invece di avere gestito il commercio di ingenti quantitativi di cocaina, spacciati soprattutto nel Locarnese.
Gli inquirenti, coordinati dalla procuratrice pubblica Anna Fumagalli, stimano che dal gennaio del 2023 e al novembre del 2024 il gruppo del “Tigre” abbia importato dall’Italia, a bordo di automobili, tra i 23 e i 46 chili di coca. Una decina gli indagati caduti nelle maglie dell’operazione “Viva”. La loro posizione è stata disgiunta dal procedimento aperto contro il 29enne. Sulla questione è pendente però un reclamo del difensore, Samuele Scarpelli.
Cosa accadrà ora? Interpellato dalla RSI, il ministero pubblico ha spiegato di essere in contatto con l’Ufficio federale di giustizia, al quale competono le procedure estradizionali. Valuterà il da farsi dopo avere ricevuto le motivazioni della sentenza emessa in settimana.
SEIDISERA 18.00 del 19.02.2026


