La procura ha ricevuto l’attesa perizia commissionata per far luce sull’incidente che, il 24 novembre 2016 a Castagnola, costò la vita a due giovani russi, morti nel lago dopo essere usciti di strada.
L’esperto (l’ingegner Massimo Dalessi) ha determinato innanzitutto la velocità dell’automobile al momento dell’impatto contro il guardrail. Velocità che è risultata inferiore al limite di 50 all’ora in vigore su quel tratto. Il secondo punto fermo riguarda la traiettoria seguita dal SUV. La BMV X6 – ha stabilito Dalessi – allargò il raggio della curva, divelse il guidovia e continuò la sua corsa quasi in parallelo alla ringhiera. Poi, dopo avere battuto contro la roccia sottostante, carambolò in acqua.
Resta da capire perché la vettura non riuscì mantenere la direzione corretta. Forse un errore di manovra, forse una velocità che comunque, negli istanti precedenti, non era adeguata a una curva così stretta.
Di certo dall’inchiesta (che già nei mesi scorsi aveva escluso un difetto del veicolo) non sono emersi elementi riconducibili all’intervento di terzi, come invece ipotizzato a suo tempo dai famigliari di una delle vittime. Se qualcuno si fosse davvero appostato lungo il percorso, con ogni probabilità la macchina avrebbe sterzato bruscamente; cosa che, come detto, non accadde.
Il caso verrà dunque archiviato. Il procuratore capo Nicola Respini firmerà il decreto d’abbandono una volta evase le eventuali richieste di complemento.
Francesco Lepori






