Il presidente della sezione ticinese dell'Unione svizzera del metallo Piergiorgio Rossi ha sottolineato, martedì, durante la presentazione della settima edizione della rivista, che per le metalcostruzioni non sono tempi facili.
Si teme infatti che la situazione, resa difficile sia dalla generale crisi dell'edilizia che dalla concorrenza con i padroncini provenienti dall'Italia, potrebbe peggiorare. In Italia, si produce infatti con la metà dei costi, spiega Rossi, con la forte probabilità che questo vanifichi gli sforzi per essere concorrenziali e per sostenere l'economia cantonale.
Per ridurre gli effetti negativi, l'Unione svizzera del metallo propone quindi che nell'assegnazione degli appalti si tenga maggiormente conto dell'impatto ambientale dei materiali, altro piano su cui si gioca la concorrenza. L'acciaio e il metallo hanno costi di realizzazione fino al 20% più alti rispetto a materiali come il calcestruzzo e i prefabbricati, ma sono più ecologici sia in fase di costruzione che di smaltimento.
L'Ufficio federale dell'energia si è impegnato nell'eleborazione di un nuovo standard di costruzione sostenibile e potrebbe introdurre nuovi criteri vincolanti per gli appalti, mentre il sostegno al settore da parte della politica cantonale si fa ancora attendere.
CSI/Quotidiano/Red. MM
CSI 18.00 del 23.12.2014 Il servizio di Amanda Pfändler





