Fallimento ACB, il giorno dopo. In attesa della decisione sul ricorso, la mattinata ha proposto ancora tante discussioni, commenti e naturalmente ha fatto galoppare i ricordi. Gabriele Giulini così come altre persone, e in particolari tifosi, legati all'ACB e al calcio ticinese, hanno animato la trasmissione Modem su Rete1. Il presidente: "Io sto ancora lottando per la sopravvivenza".
"No non è ancora piatto il nostro encefalogramma. Ci sono delle sinapsi che stanno lavorando e spero che il tribunale ci conceda di sfruttarle fino al 2 maggio", ha esordito il numero 1 granata. "Questa sentenza di lunedì non ha fatto bene a nessuno. Forse per gli sforzi fatti ci meritavamo di avere due settimane complete per lavorare alla nostra salvezza. Vedremo di sfruttare bene questi 10 giorni che abbiamo ancora, anche se questo fallimento è un po' un freno per gli investitori".
Il presidente si è poi tolto pure qualche sassolino dalla scarpa, dopo aver fatto il mea culpa: "Non sempre sono state fatte le scelte più giuste, e non sempre sono stati scelti gli uomini giusti. Col senno di poi andare a cercare gli errori è uno degli esercizi più facili. Gestione collettiva? C'è stato soprattutto un delegare a degli uomini la parte sportiva. Il discorso era di cercare di portare delle idee ma anche dei contributi. In un CdA bisognerebbe che ci fossero dei soci che mettessero delle risorse finanziarie e non solo che parlassero senza nessun peso".
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La trasmissione integrale di Modem del 23 aprile 2013
RSI Sport 23.04.2013, 11:04





