Quella banca non ha dimostrato concretamente d’incorrere in rischi penali e fiscali. Non ha provato cioè che, permettendo al suo cliente di ritirare il proprio capitale, diventerebbe a sua volta punibile nel reato di autoriciclaggio. È quindi obbligata a concedere il prelievo del denaro.
A ribadirlo è il Tribunale federale, che oggi ha trasmesso alle parti le attese motivazioni della sentenza con cui il mese scorso, in riferimento a un caso specifico, aveva confermato quanto già stabilito dal Tribunale d’appello.
Non si tratta però, come molti auspicavano, di una decisione di principio, destinata a fare giurisprudenza. Senza fornire criteri di sorta, la sentenza stessa lascia anzi espressamente aperta l’ipotesi che altri istituti di credito possano procedere in maniera diversa.
“È un peccato che i giudici di Mon Repos non siano entrati nel merito – commenta Marco Bertoli, ex-procuratore e esperto in materia bancaria. Si è persa l’occasione per avere finalmente un po’ di chiarezza.”
Francesco Lepori






