La vicenda per la costruzione del terzo binario della linea Alptransit tra Giubiasco e Bellinzona non è assolutamente, al contrario da quanto affermato da alcuni media, terminata. Il Tribunale federale, statuendo sul ricorso de gestore del bar Birilli, lo ha sì dichiarato irricevibile per il fatto che l’esercente non aveva partecipato alla procedura espropriativa nell’ambito del progetto ferroviario, ma non ha certo messo la parola fine alla questione.
Il gestore del bar, che mai si è opposto all’esproprio di una parte dell’esercizio pubblico né all’esecuzione dei lavori veri e propri fintanto che ciò non ostacolasse la sua attività commerciale, è invece intenzionato a mantenere la sua opposizione per quanto concerne la restante superficie del bar che impropriamente la proprietà dello stabile ha concesso alle FFS.
In sostanza, come spiega il legale del gestore, l’avvocato Nicola Fornara contattato da RSI.ch, l’affittuario del bar ritiene che la concessione della superficie non soggetta a espropriazione a suo tempo, comporti la riapertura dell’intera procedura di approvazione piani e di esproprio coinvolgendo tutti gli attori interessati. In sostanza l’esercente pretende di essere vittima di un abuso in quanto lo si vuole allontanare da una superficie del locale che non è mai stata oggetto di provvedimento espropriativo.
La seconda via
Per il momento quindi il bar potrà continuare la sua attività commerciale anche perché ancora pendente un ricorso che lo stesso gestore ha inviato alla pretura di Bellinzona opponendosi alla decisione di sfratto voluta dai proprietari dello stabile e che doveva essere effettiva a fine 2014.
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