Ticino e Grigioni

In ferie sperando in meglio

L’edilizia ticinese alla vigilia della pausa estiva. Il lavoro c’è. Preoccupano le pratiche spacca prezzi che spingono anche a violare le norme

  • 23.07.2018, 19:14
  • 4 maggio, 20:08
Benvenute vacanze: sui cantieri calura e stanchezza si fanno sentire
01:05

Notiziario 17.00 del 23.07.18: Nicola Bagnovini: chi viene a lavorare in Ticino deve rispettare le regole che le nostre ditte sono tenute a rispettare

RSI Info 23.07.2018, 19:12

  • RSI
Di: Diem/CSI/Quot 

"Siamo un po’ stanchi, ma abbiamo lavorato parecchio. Il lavoro c’è ancora. Purtroppo abbiamo una politica di acquisizione, dei prezzi, che non va bene". Alla vigilia delle ferie, l’edilizia ticinese è tornata sotto i riflettori a causa dell’elevatissimo numero di sanzioni inflitte per violazione delle norme legate alle misure d'accompagnamento e alla protezione salariale a chi, a vario titolo, opera sui cantieri al Sud delle Alpi. Una realtà ben nota a Nicola Bagnovini, direttore della Società impresa costruttori che riunisce 200 ditte della costruzione e quest’anno festeggia il secolo.

Pagare il giusto e rispettare le regole

"C’è una corsa al ribasso che crea tutta una serie di problemi che, poi, sfociano negli abusi e nelle sanzioni – sottolinea -. La mia speranza è quella di riprendere dopo la metà di agosto con un altro atteggiamento che porti ad un’acquisizione sana, a prezzi giusti e corretti, per poter continuare a pagare il giusto e a rispettare le regole del gioco".

Non in regola un terzo delle 900 ditte controllate

Nicola Bagnovini

Nicola Bagnovini

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Regole che spesso in questo periodo non sono rispettate. I controlli hanno fatto emergere che il 27% di tutte le sanzioni registrate in Svizzera nel mondo del lavoro riguardano casi ticinesi. "Il dato non mi stupisce – spiega Nicola Bagnovini - perché siamo il cantone nel quale c’è il maggiore controllo. Il 70% di ditte e lavoratori esteri che vengono in Ticino sono regolarmente controllati. Nel primo semestre 2018 abbiamo avuto 900 controlli. Circa un terzo delle ditte controllate è risultato non in regola. Le violazioni gravi (quelle riguardanti in particolare il mancato rispetto dei mini salariali), per fortuna, concernono solo un quinto dei casi risultati non in regola". Si tratta quindi di un 6-7% di violazioni gravi, pari a una sessantina di casi su 900 ditte controllate.

Violazioni più gravi nel mirino

"La collaborazione con la polizia, le dogane e tutti gli altri organi di controllo funziona molto bene e porta risultati. In questo senso è stato fatto un passo avanti significativo", afferma Nicola Bagnovini, secondo il quale, dopo le ferie, gli sforzi congiunti saranno focalizzati sulla scoperta e la repressione di chi rovina il mercato dell’edilizia e del lavoro. "La sfida alla quale dovremo cercare di dare una risposta chiara è quella dell’identificazione dei casi gravi di usura e di taglieggiamento dei salari. In genere si tratta di ditte che, da un punto di vista contabile, hanno tutto in regole e quindi diventa molto difficile scoprirle, ma qui sta tutta la bravura degli ispettori".

Chiuso per ferie

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