La rapina compiuta alla gioielleria Taleda di Lugano, il 2 luglio 2024, ha mostrato in maniera eloquente, una volta di più, la pericolosità delle “Pink Panthers”; l’organizzazione conosciuta in tutta Europa per le sue audaci e violente razzìe.
Le sette persone arrestate dalla procura ticinese – si è appreso domenica – compariranno alla sbarra nel mese di giugno. Il dibattimento si svolgerà sull’arco di una settimana, dall’8 al 12. A presiedere la Corte delle Assise Criminali sarà il giudice Amos Pagnamenta.
Durante il processo andrà garantita la sicurezza necessaria, e non sarà cosa da poco. Anche alla luce di quanto avvenuto agli inizi di dicembre, quando uno degli imputati si sarebbe preparato per evadere (assieme ad altri detenuti) dal carcere di Plaine de l’Orbe, nel Canton Vaud. Il piano prevedeva un appoggio dall’esterno e l’uso di un’arma. Così lasciavano perlomeno supporre gli elementi raccolti dal personale del penitenziario romando, che ha quindi chiesto di ritrasferire l’uomo in Ticino.
Ora è di nuovo rinchiuso all’interno del COS, il comparto di massima sicurezza della Stampa. Una struttura del tutto indipendente da quella principale, in cui la sorveglianza è attiva ventiquattrore ore su ventiquattro.
Diverse le accuse ipotizzate, a vario titolo, nei confronti dei sette imputati, tra i quali una donna: rapina aggravata, danneggiamento aggravato, esposizione a pericolo della vita altrui, violenza o minaccia contro le autorità e i funzionari, infrazione alla legge federale sulle armi. Il cittadino serbo che impugnò una pistola contro la polizia dovrà rispondere pure di tentato omicidio.
Quotidiano 01.03.2026





