Ticino e Grigioni

Incendio al White, usati "metodi mafiosi"

Fiamme dolose nel negozio di Lugano, la procuratrice pubblica Margherita Lanzillo ha chiesto pene fra i 2 e i 3 anni per Bruno Balmelli

  • 19.10.2022, 20:30
  • 20.11.2024, 14:42
Il negozio era stato distrutto dalle fiamme il 12 febbraio

Il negozio era stato distrutto dalle fiamme il 12 febbraio

  • Rescue Media
Di: Francesca Calcagno 

La pena più pesante è stata chiesta per Bruno Balmelli, il mandante della tentata truffa che sarebbe dovuta andare a segno dando fuoco al suo negozio White a Lugano. Per lui tre anni di detenzione dei quali uno da espiare. Per la procuratrice Margherita Lanzillo, il commerciante (72 anni) ha agito senza scrupoli, ha coinvolto una persona a lui vicina, consapevole del suo potere, ha demandato il lavoro a terzi mettendo in pericolo l'incolumità di chi è intervenuto per spegnere l'incendio e chi abita nella zona. La sua colpa è stata definita grave. "Non gli fa onore parlare di stupidata e incidente quando si parla di uno dei reati più seri", ha concluso la procuratrice. Per l'esecutore materiale invece è stata chiesta una pena 33 mesi (12 da espiare), per il contatto di Balmelli 34 mesi (12 da espiare), per il 36enne vicino al commerciante 30 mesi (6 da espiare), per la donna 2 anni interamente sospesi. Tutti e cinque sono a processo, da mercoledì, davanti alla Corte delle Assise criminali a Lugano.

Per l'accusa, il piano è stato partorito da "menti diaboliche", da un gruppo organizzato che ha agito con modalità che "solitamente sono proprie delle associazioni a delinquere che agiscono con intimidazioni e metodi mafiosi".

Le versioni degli imputati

I principali imputati hanno sostanzialmente ammesso di avere delle responsabilità ma poi hanno fornito versioni diverse dell'accaduto.

Il noto commerciante Bruno Balmelli ha sostanzialmente ammesso di aver chiesto a un napoletano di 45 anni che conosceva bene perché era il gerente di un bar vicino allo storico negozio di famiglia di via Pioda di aiutarlo a fare sparire parte dei vestiti in eccesso che aveva al White, per recuperare dall'assicurazione un po' di denaro. Ha dichiarato però anche di essersi poi disinteressato di come avrebbe agito e di non sapere dell'incendio altrimenti "avrebbe fermato tutto".

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Chiesti dai 2 ai 3 anni di carcere per l'incendio alla boutique

Il Quotidiano 19.10.2022, 21:00

Il contatto di Balmelli, il 45enne napoletano ha invece lasciato intendere che l'idea dell'incendio sia stata dell'autore materiale, un lontano parente che lui stesso aveva coinvolto. Lui, l'autore materiale, un sergente dell'esercito italiano di 38 anni sostiene invece di aver agito sotto minaccia: la sicurezza dei suoi famigliari a Napoli era a rischio. E la benzina e l'accelerante che aveva comprato diverse ore prima dell'incendio? "Ero convinto che sarebbero serviti a una festa in baita con alcune ragazze che mi era stata promessa".

Poco chiaro è anche il ruolo di una donna che lavorava sempre nel bar che era diventato una sorta di base operativa. Lei nega di essere stata a conoscenza del piano ma agli atti ci sono messaggi vocali che lasciano poco spazio all'immaginazione. In mezzo a tutto questo c'è un 36enne, vicino a Bruno Balmelli che su sua richiesta si è messo a disposizione per dare supporto all'organizzazione del piano. L'unico – ha dichiarato la procuratrice nella sua requisitoria – che ha fornito una versione lineare e sincera dell'accaduto.

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Si è aperto il processo White

SEIDISERA 19.10.2022, 20:24

  • RSI
Il negozio dove è divampato l'incendio
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Processo White: "Un'organizzazione da circo"

Il Quotidiano 20.10.2022, 21:00

  • RSI
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