Anche il ministero pubblico ticinese ha avviato un’inchiesta sullo schianto dell’elicottero avvenuto sul "Passo del Vescovo”, località a pochi chilometri dal valico di Brusino Arsizio, nel Varesotto. Si tratta di una sorta di atto formale e dovuto, un procedimento penale contro ignoti per omicidio colposo in attesa di un’eventuale richiesta di assistenza giudiziaria dall’Italia. Ed in effetti, in Italia, le domande degli inquirenti su quel volo partito da Lugano Airport cominciano ad essere tante. Migliorano intanto le condizioni dell’imprenditore di Agno ricoverato all’ospedale di Varese insieme al pilota dell’elicottero.
L’uomo è stato operato nella notte per una frattura ed ora si trova nel reparto di rianimazione generale del nosocomio varesino in prognosi riservata, le sue condizioni sono in via di miglioramento. Il pilota della provincia di Sondrio ricoverato in degenza chirurgica breve, l’altro sopravvissuto all’impatto, non ha riportato ferite serie e potrebbe lasciare l’ospedale entro uno o due giorni. La salma della donna morta nello schianto è invece nel reparto di medicina legale, a qualche centinaio di metri dai dipartimenti di degenza.
Nella tarda mattinata di domenica, intanto, è stata recuperata la scatola nera che ha registrato le trasmissioni radio, i dati di navigazione con la relativa altitudine e velocità e possibili turbolenze affrontate dal velivolo. Proprio da questa, che verrà spedita all’Ente per l’aviazione civile (ENAC) di Roma per essere esaminata, gli inquirenti attendono alcune risposte importanti. Le altre le avranno nei primi incontri con i superstiti che potrebbero avvenire già lunedì all’ospedale di Circolo di Varese. L’inchiesta è affidata al pubblico ministero Massimo Politi della procura della Repubblica di Varese.
sdr
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