Anche l’industria manifatturiera ticinese, così come il settore commerciale, risente della forza del franco. È quanto emerge da un’indagine dell’Ufficio di statistica secondo la quale nel terzo trimestre dell’anno le esportazioni e gli ordinativi si sono ulteriormente indeboliti.
Gli indizi di decelerazione del ritmo di crescita ravvisati nel secondo periodo dell’anno diventano più consistenti nel corso del terzo trimestre, sottolineano in un comunicato gli esperti secondo i quali, “rispetto allo scorso anno l’aumento della produzione è meno importante e gli ordinativi, il cui volume è globalmente giudicato leggermente insufficiente, stagnano”.
Il franco forte preoccupa
L'evoluzione negativa rilevata, sottolinea l’USTAT, è condizionata anche dai repentini apprezzamenti della valuta nazionale nei confronti delle monete straniere, che nelle prime settimane di agosto hanno portato il tasso di cambio euro/franco alla parità, mettendo sotto pressione soprattutto le aziende attive sui mercati esteri.
La minor vivacità del comparto non ha per ora scalfito il livello d’impiego, ritenuto adeguato dalla maggior parte degli industriali, e neppure alterato le capacità tecniche di produzione, globalmente giudicate soddisfacenti. Il futuro, però viene sottolineato in una nota, è incerto e per i prossimi tre mesi gli operatori si attendono un calo della produzione, un livello di ordinativi stabile ed un possibile ridimensionamento dell’organico; a sei mesi un peggioramento della situazione degli affari.






