Ticino e Grigioni

L’UDC si sgancia, la Lega: “Reagiremo“

Il coordinatore del movimento Daniele Piccaluga: “Sorpresi dalla modalità di comunicazione, ma ne prendiamo atto. Per noi l’alleanza era uno scenario plausibile”

  • 52 minuti fa
  • 15 minuti fa
Il coordinatore della Lega, Daniele Piccaluga
00:34

Elezioni cantonali ticinesi, nessuna alleanza tra UDC e Lega

Telegiornale 23.06.2026, 12:30

  • Ti-Press
Di: Radiogiornale-Nicola Lüönd-Alan Crameri/RSI Info/Bleff 

“Siamo sorpresi dalla modalità di comunicazione, anche perché stamattina la volontà dell’UDC l’abbiamo appresa tramite stampa, come tutti i cittadini, senza essere stati avvisati prima”. Questa la reazione, espressa al Radiogiornale da Daniele Piccaluga, coordinatore del movimento, alla decisione annunciata martedì mattina dall’Unione democratica di centro di non correre assieme alla Lega alle elezioni cantonali ticinesi del prossimo aprile.

L’alleanza tra i due partiti a livello cantonale aveva portato a dei frutti concreti nel 2019 e nel 2023. Ma ora si volta pagina: l’UDC si presenterà con una lista propria per il Consiglio di Stato e per il Gran Consiglio. All’origine della scelta centrista un nome, principalmente, che divide: quello del consigliere di Stato Claudio Zali, su cui da tempo l’UDC ha espresso grandi riserve, considerandolo incompatibile con una lista unita e con i valori di cui si fanno portatori i democentristi.

E oggi in casa Lega dei Ticinesi non si nasconde lo stupore per la mossa degli ex alleati: si prende atto “che l’UDC preferisce il personalismo a quello che riguarda magari un concetto di area di destra”, prosegue Piccaluga. “Noi abbiamo sempre ribadito che per noi l’alleanza era uno scenario plausibile, anzi da tenere in serissima considerazione. Noi una chiara posizione su Claudio Zali ad oggi non l’abbiamo ancora, anche perché è l’assemblea che, se caso, dovrà dire che Claudio Zali non sarà della partita. Lui si è messo a disposizione”.

“Chi vuole candidarsi avrà lo spazio necessario”, prosegue il coordinatore della Lega. “Prendo atto di una volontà dell’UDC di non aspettare qualche settimana, ma di voler comunque uscire chiaramente da parte loro dicendo ‘noi andiamo da soli’. Ne prendiamo atto, e reagiremo assolutamente. Non ci facciamo sicuramente intimidire da nessuna notizia”, aggiunge Piccaluga.

A questo punto si aprono nuove prospettive, nuove dinamiche interne alla destra in vista del prossimo aprile, con nuovi equilibri che andranno inevitabilmente a modellarsi. Da una parte l’UDC, che forse oggi si ritiene sufficientemente forte per camminare da sola e dall’altra la Lega, da anni ormai presente in Governo con due seggi, ma che oggi più che mai si vede sfidata da una forza politica in crescita. Una crescita che ha invaso, almeno in parte, il suo campo d’azione.

immagine
03:26

L'analisi in studio

Telegiornale 23.06.2026, 12:30

La crescita dell’UDC e il contributo della Lega

La mancata alleanza getta un’ombra anche sulle elezioni federali, che si terranno pochi mesi dopo, nell’autunno del 2027. Formalmente non è ancora esclusa una congiunzione di liste in quell’occasione, ma negli anni passati, tra i due partiti di destra, le due cose sono sempre andate di pari passo. Chi ha più da perderci è l’UDC, perlomeno sulla carta.

Con tre eletti su dieci, l’UDC è il partito con più rappresentanti ticinesi alle Camere federali. La sua è stata una crescita costante negli ultimi anni. Il primo eletto era arrivato nel 2011 al Consiglio nazionale. Nel 2019, poi, Marco Chiesa ha conquistato il seggio al Consiglio degli Stati. E nel 2023 c’è stato il raddoppio al Consiglio nazionale. Seggi che sono il sintomo di un partito in forte crescita in Ticino sull’onda dei successi nazionali, ma che sono arrivati anche grazie dell’alleanza a destra con la Lega.

Al Consiglio nazionale nel 2023, infatti, è grazie alla congiunzione con la Lega che l’UDC con un 15% di voti ha ottenuto due seggi, uno in più del Centro, che era al 17%, quindi più alto. E, alla sua prima elezione, Marco Chiesa agli Stati nel 2019 aveva staccato la concorrenza di 6’000 voti, verosimilmente proprio grazie al decisivo supporto della Lega. Quattro anni dopo, invece, il vantaggio di Chiesa fu enorme.

Lo strappo di stamattina tra Lega e UDC sembra quindi forte. Se durerà fino alle elezioni federali, l’UDC dovrà riuscire a compensare, aumentando la propria forza elettorale per salvare il secondo seggio al Nazionale. Un po’ meno a rischio, invece, quello agli Stati perché più legato alla persona. La curva per l’UDC è quella giusta, ma solo le urne diranno se sarà anche sufficiente.

02:09

RG 12.30 del 23.06.26 Il servizio di Nicola Lüond

RSI Info 23.06.2026, 13:45

rsi_social_trademark_WA 1.png

Entra nel canale WhatsApp RSI Info

Iscriviti per non perdere le notizie e i nostri contributi più rilevanti

Correlati

Ti potrebbe interessare