Ticino e Grigioni

L’USI compie 30 anni tra tagli e incertezze

Riduzione dei fondi di 5,5 milioni fino al 2029: si valuta un aumento delle tasse per gli studenti stranieri

  • Un'ora fa
  • Un'ora fa
L'Università della Svizzera italiana compie 30 anni
03:05

SEIDISERA del 25.04.2026 - L’USI compie 30 anni

RSI Info 25.04.2026, 19:14

  • Keystone
Di: SEIDISERA-Stefano Lordi / AC 

L’Università della Svizzera italiana (USI) celebra i suoi 30 anni. Un progetto che nel tempo è cresciuto – con un numero di matricole aumentato negli anni – ma che oggi si trova in una fase delicata, segnata soprattutto dal calo dei finanziamenti federali e cantonali.

Dopo un primo taglio da un milione di franchi, il Governo ticinese ha annunciato un’ulteriore riduzione dei contributi cantonali per 5,5 milioni di franchi fino al 2029. Si tratta di risorse destinate a coprire parte della prima fase di attuazione delle due iniziative sulla cassa malati, approvate dal popolo lo scorso settembre. “Siamo preoccupati”, spiega ai microfoni di SEIDISERA Gabriele Balbi, rettore ad interim dell’Università. “Stiamo lavorando per cercare di attuare misure di risparmio e aumentare gli introiti”.

Le entrate potrebbero arrivare da un aumento delle tasse universitarie per gli studenti provenienti dall’estero, come hanno già fatto altri atenei svizzeri. “Siamo l’università che già oggi ha le tasse più elevate in tutta la Svizzera”, dice Monica Duca Widmer, presidente del Consiglio dell’USI. “Qualora dovesse entrare in vigore il pacchetto di misure con l’Unione europea, saremo chiamati a fare le stesse tasse per residenti e stranieri. Questa discussione la stiamo snocciolando e a breve decideremo se finanziarci per qualche anno con tasse maggiori per gli stranieri o se trovare altre soluzioni: ci sono fondazioni e filantropi che ci sono vicini. Quindi cercheremo di potenziare anche questa ricerca di aiuto sul territorio per le persone che credono nell’Università”.

A preoccupare l’Università è anche l’incertezza perché al momento non si sa ancora se si tornerà all’attuale regime di finanziamento o se i tagli verranno prolungati anche oltre il 2029. “Dal primo gennaio 2029 le iniziative popolari dovranno essere applicate e sarà necessario dare seguito alla volontà popolare che è stata molto chiara”, spiega Marina Carobbio Guscetti, direttrice del Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport (DECS). “Sarà da valutare quali misure saranno necessarie. Penso che nell’ambito delle entrate, a livello fiscale, sarà necessario agire ulteriormente soprattutto laddove i soldi ci sono. Pensiamo per esempio ai grandi patrimoni che esistono nel nostro Cantone”.

Ulteriori novità da parte dell’ateneo arriveranno a fine maggio, quando, tra l’altro, verrà annunciato anche il prossimo rettore.

rsi_social_trademark_WA 1.png

Entra nel canale WhatsApp RSI Info

Iscriviti per non perdere le notizie e i nostri contributi più rilevanti

Correlati

Ti potrebbe interessare