Ticino e Grigioni

Iniziative casse malati: delusione e timori

“È una botta finanziaria”, “Siamo al limite della sostenibilità”: dure le reazioni di USI e SUPSI per le misure di risparmio messe in campo dal Governo ticinese - Fa discutere anche l’aumento dell’imposta sulla sostanza: toccherà 9’000 contribuenti

  • Un'ora fa
  • Un'ora fa
immagine
02:41

Le università criticano il Governo

Il Quotidiano 16.04.2026, 19:00

Di: Il Quotidiano-Paolo Ascierto/Sandy Sulmoni/DC 

Fa discutere il piano del Consiglio di Stato presentato mercoledì per applicare parzialmente le iniziative sulle casse malati votate dai ticinesi lo scorso autunno. Nella prima tappa, tra le misure di risparmio puntuali rientrano i quasi 8 milioni di franchi all’anno tagliati a USI e SUPSI: 5,5 in meno per la prima e 2,5 per la seconda. 

I tagli erano attesi, ma non di questa entità

“Passi il termine: una botta per noi”, esclama ai microfoni de Il Quotidiano Gabriele Balbi, rettore ad interim Università della svizzera italiana. “Cinque milioni mezzo che si vanno ad aggiungere al milione già tagliato con le misure di risparmio a fine 2025. Parliamo di 6,5 milioni su un budget da 130 milioni dell’università: incide parecchio sulle nostre attività”.

Il taglio “pesa in ragione di 2 milioni mezzo sui contributi di base, che sono quelli che servono per far funzionare l’istituzione, per il suo sviluppo”, dichiara Franco Gervasoni, direttore Scuola universitaria professionale Svizzera italiana, “si sommano a una serie di contributi federali che verranno a mancare, circa 3 milioni mezzo in termini assoluti all’anno. Un polo universitario è un fattore di attrattiva per nuove aziende, per trattenere risorse, per attrarre personale qualificato”.

Gli accordi bilaterali con l’Unione Europea, inoltre, chiedono che gli studenti UE che frequentano le università svizzere debbano pagare quanto i loro compagni elvetici: per l’USI si traduce in un ammanco stimato di 7 milioni, per SUPSI di 2,5. “Le rette dell’USI sono stabili: 8’000 franchi per uno studente straniero e 4’000 per uno studente svizzero dal 1996, quindi dalla fondazione”, spiega Balbi. Nel suo messaggio, il Consiglio di Stato, suggerisce di aumentare le rette per gli studenti stranieri. “Stiamo naturalmente valutando anche questa misura, pur essendo consapevole che si tratta delle rette universitarie più alte di tutta la Svizzera. Quindi già incidono parecchio sui portafogli dei nostri studentesse e studenti”.

“Siamo ai limiti della sostenibilità”, commenta Gervasoni, “senza una riflessione approfondita rispetto ai ricavi e alle tasse studentesche, non è possibile nel breve termine reagire a queste decisioni. Anche in considerazione del fatto che abbiamo delle riserve di rischio, ma che potrebbero esaurirsi in un paio d’anni”. Riserve che per SUPSI ammontano a 5 milioni di franchi, 10 per USI.

immagine
03:07

La novità fiscale tocca i benestanti

Il Quotidiano 16.04.2026, 19:00

L’imposta sulla sostanza colpirà i più ricchi

“Avremo delle sorprese. Dobbiamo collaborare perché altrimenti i nostri contribuenti, le nostre aziende o chiudono o se ne vanno”. Dal podio della Sala Aragonite di Manno, nel corso del seminario “Novità fiscali” organizzato da SUPSI e Fiduciari e previsto già da tempo, si levano queste parole. A pronunciarle è Cristina Maderni, presidentessa della FTAF, il giorno dopo la novità fiscale proposta dal Governo per finanziare l’applicazione delle iniziative sulle casse malati: l’aumento dell’imposta sulla sostanza netta. “La sostanza netta sono gli attivi, meno i passivi di una persona”, spiega nell’intervista televisiva il direttore della Divisione delle contribuzioni, Giordano Macchi. “Gli attivi sono tipicamente gli immobili, gli averi in banca, l’oro, i quadri, le automobili... Ai quali però, secondo diritto tributario, si possono dedurre i debiti, quindi, ad esempio l’ipoteca”.

L’aumento temporaneo dello 0,5 per mille dell’aliquota massima riguarda unicamente i cittadini benestanti con sostanze nette superiori a 1,4 milioni di franchi. Si parla di circa 9’000 persone, il 3 per cento dei 260’000 contribuenti ticinesi, globalisti compresi. “Se sommiamo gli averi di queste persone, arriviamo a 50 miliardi di franchi”, indica Macchi. Non ci sono dati per capire quanti cittadini svizzeri e quanti stranieri verrebbero toccati dalla misura. Si sa però che negli ultimi dieci anni il numero di contribuenti con sostanze superiori al milione di franchi è aumentato.

rsi_social_trademark_WA 1.png

Entra nel canale WhatsApp RSI Info

Iscriviti per non perdere le notizie e i nostri contributi più rilevanti

Correlati

Ti potrebbe interessare