"Il rischio che i cantieri rimangano inconclusi è minimo": è il pensiero e la rassicurazione di autorità lombarde e piemontesi, che guardano con interesse al possibile stanziamento di fondi da parte della Confederazione per realizzare un corridoio ferroviario di quattro metri anche oltre confine.
Un’eventualità ritenuta di tale rilevanza, che i sindaci della fascia di frontiera si incontreranno il prossimo giovedì mattina in Municipio a Luino, per fare il punto della situazione. La possibilità che Berna contribuisca finanziariamente all'adeguamento delle gallerie spinge le autorità italiane a stilare "l'elenco della spesa". La municipale di Luino, Alessandra Miglio , è convinta che tutti i sindaci giovedì "saranno concordi nel raccomandare ai politici nostrani attenzione ed efficienza estrema davanti al finanziamento estero se ci sarà, offerto da una nazione che ha avuto il coraggio di rischiare tanto per il bene del proprio paese".
Non solo, alcuni sindaci di confine hanno da tempo esposto ai Prefetti la propria criticità circa alla sicurezza del trasporto merci in gallerie ritenute “inadeguate”, come quella del Sasso Galletto, lunga quasi 3 chilometri, tra Laveno e Castelveccana. Da oltre frontiera, dunque, si guarda a Berna, desiderando nel proprio comune chi un sottopasso, chi una massicciata sicura, chi ripari fonici. Un elenco infinito… come il timore che i cantieri possano bloccarsi, come avvenne per la galleria di Monte Olimpino.
La discussione sul possibile finanziamento è seguita e monitorata non solo dal gestore di rete ferroviaria del Belpaese, ma anche dalla politica, da quella "bassa" dei Comuni attraversati dalla linea del San Gottardo fino a quella più "alta", in Regione Lombardia. L'Assessore alle Infrastrutture e Mobilità del Pirellone, Maurizio Del Tenno, ricorda alla RSI l'importanza dei collegamenti ferroviari a Sud, parlando di "interessi convergenti tra i due paesi".
Simone Della Ripa
Gallery image - L'Italia vuole tunnel ferroviari di 4 metri
L'intervista a Maurizio del Tenno
Assessore Del Tenno, la Svizzera potrebbe cointribuire al finanziamento delle opere ferroviarie per adeguare le gallerie dal confine ticinese fino a Sesto Calende-Gallarate Novara e la tratta Chiasso-Milano. Il Comitato interministeriale italiano (CIPE) ha sbloccato dal canto suo dei fondi per queste opere o saranno a "carico" della Svizzera? "Non si tratta di un problema di CIPE e vorrei ricordare che il Governo, nel decreto del fare approvato qualche settimana fa, ha previsto finanziamenti che riguardano proprio questo tipo di infrastrutture. Il sistema dei terminal intermodali lombardi ha bisogno di appoggiarsi a linee ferroviarie che garantiscano buone perfomance ai treni merci provenienti/diretti ai mercati del Nord europa. Quale che sia la fonte di copertura finanziaria degli interventi per l’adeguamento dei limiti di sagoma ferroviaria sugli assi diretti al San Gottardo, svizzera o italiana, vorrei evidenziare che quest’obiettivo riveste grande importanza per il nostro territorio e come Regione faremo di tutto per favorire l’attuazione delle opere. Interesse lombardo e interesse svizzero, rispetto all'obiettivo di mettere su ferrovia quante più merci possibile, convergono".
"La Regione può dare valore aggiunto alle strategie di crescita del trasporto merci su rotaia in più modi: da un lato può mediare con gli enti del territorio rispetto a eventuali necessità di diminuire o compensare gli impatti della realizzazione delle opere; dall’altra può farsi portavoce presso il gestore della rete ferroviaria italiana (RFI) degli interessi del nostro sistema logistico ed economico ad avere migliori opportunità di collegamento con il resto dell’Europa. Abbiamo con RFI un confronto per individuare sulla nostra rete ferroviaria una serie di piccoli interventi per migliorare la circolazione dei treni merci".
Tanti sforzi economici per la Pedemontana non sembrano essere in antitesi con la politica di promozione del treno sia merci, sia passeggeri? "Chi fa queste affermazioni non conosce né il territorio lombardo, né le esigenze dell'economia lombarda, tantomeno lo stato del traffico e le necessità di mobilità in Lombardia. Soprattutto non conosce i dati degli investimenti infrastrutturali fatti ed in corso. Gli sforzi economici pubblici, sia dello Stato, sia della Regione, sono enormemente maggiori nei confronti della mobilità a basso impatto rispetto al sistema stradale. Basti pensare a quanto si è investito e si sta investendo nelle linee metropolitane di Milano M4 e M5, nella metropolitana di Brescia, nella metrotranvia di Bergamo, nell’alta velocità Milano - Torino, Milano - Roma e Milano - Venezia. A ciò si aggiunge l’incremento continuo nell’investimento in nuovo materiale rotabile e in servizi di trasporto".
Se questa dovesse essere la decisione di Berna, come vi muoverete per favorire l'impegno economico svizzero, promuovendo ulteriormente la politica di trasferimento dalla strada alla rotaia?










