“La prima legge è quella dell’educazione e del rispetto reciproco. Quando però gli animi si surriscaldano bisogna ricorrere al richiamo e ricorrere ai regolamenti. Giovedì è successo, poiché ciò che è stato detto era fuori da quanto ci si attende da un deputato”. Così l'indomani (venerdì) Gianrico Corti presidente del Gran Consiglio ticinese ha commentato ai microfoni delle Cronache della Svizzera italiana quanto successo tra i banchi del Parlamento giovedì.
Il primo cittadino è intervenuto per sedare il concitato confronto tra il granconsigliere leghista Angelo Paparelli e Matteo Pronzini, parlamentare del Movimento per il socialismo (MPS). Il deputato delle sinistra radicale, che aveva criticato il partito di Via Monte Boglia, è stato attaccato verbalmente dal collega, che lo ha minacciato di tirargli un pugno. La sessione è stata interrotta. “Questo Parlamento non è un asilo”, ha detto Corti, richiamando formalmente Paparelli.
"È solo un episodio"
“Era una procedura scritta e poteva parlare solo Pronzini, noi non potevamo ribattere. È stato un epidosio anche se forse si è reagito un po’ sopra le righe”, ha invece detto il capogruppo leghista in Gran Consiglio Daniele Caverzasio, auspicando che in futuro si possa lavorare in serenità.
Red. MM/CSI





