L’arrivo di Uber in Ticino, nell’agosto 2024, ha cambiato le abitudini di molti, con la crescita di utenti soddisfatti, attratti da prezzi percepiti più bassi rispetto ai taxi tradizionali e da una sensazione di maggiore sicurezza. La diffusione del servizio, però, ha acceso lo scontro con una parte dei tassisti, che denunciano una concorrenza difficile da reggere.
Il Quotidiano ha raccolto la testimonianza di Ali, chauffeur di professione. Dopo aver perso il lavoro nel 2021, in piena pandemia, prova la strada dell’indipendenza, ma i costi fissi e il guadagno ottenuto rendono complicato arrivare a fine mese. Con la nascita del primo figlio, decide di cercare opportunità a Zurigo e dal 2 febbraio 2024 si trasferisce lì per alcuni mesi, dove studia la lingua e lavora la sera. Poi rientra in Ticino e scopre che Uber è appena sbarcata anche qui.
La data spartiacque è il 28 agosto 2024: per molti tassisti è l’inizio di una “guerra”, soprattutto per tariffe considerate troppo basse. Intanto, a colpire è il dato che a Camorino si registra un +43% di esami per la patente B121, necessaria per guidare professionalmente. Per ottenerla servono iscrizione, esami teorico e pratico, patente B da almeno 12 mesi e nessun ritiro della licenza nell’ultimo anno. La naturale conseguenza è che ci sono più autisti a disposizione, ma va fatta un’importante distinzione: i tassisti con licenza A (rilasciata dai Comuni) possono sostare nelle aree riservate, gli autisti Uber no. Questo non impedisce però ai tassisti ufficiali di lavorare con Uber a causa della mancanza di lavoro, perché le corse sono diminuite sensibilmente rispetto al passato, come ha spiegato Daniele Epis, presidente dei taxi autorizzati della Città di Lugano.
E proprio a Lugano si apre anche una riflessione urbana: ha ancora senso mantenere gli stalli pubblici come un tempo? La Città riconosce che il trend di crescita di questa piattaforma è globale, ma finché non tutte le generazioni saranno davvero a loro agio con la tecnologia, intende conservare postazioni fisse. Intanto, tra costi in aumento (assicurazioni e imposte) e margini in calo, i tassisti tradizionali temono di essere spinti verso la scomparsa. E, già all’orizzonte, si affaccia un’altra paura, quella dei taxi autonomi, senza autista.

Uber e la guerra dei taxi
Patti chiari 17.01.2025, 20:40










