Nella settimana tra il 25 giugno e il primo luglio il lago Verbano ha raggiunto i 27,5 gradi; il Ceresio ha sfiorato i 30. Per il capo dell’Ufficio cantonale della protezione delle acque Mauro Veronesi, però, questi dati non sono da record: “Temperature simili, anzi più elevate, le abbiamo già misurate negli scorsi anni. Nel 2003 e anche nel 2022, quando abbiamo toccato i 30 gradi nel bacino sud del lago di Lugano”.

Cianobatteri nel Verbano
Il Quotidiano 19.06.2026, 19:00
Con questo clima, si moltiplicano i cianobatteri. “È importante sottolineare che non è solo l’aumento della temperatura che fa proliferare questi cianobatteri, bensì anche la disponibilità di nutrienti, penso in particolare all’azoto o al fosforo”, precisa a Il Quotidiano Veronesi. “A queste situazioni di forte calura va intercalata una di temporali estivi: apportano nuovi nutrienti grazie al dilavamento delle superfici e agli apporti dei fiumi”.
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Troppo caldo per la trota fario
È nei tratti finali degli affluenti dei laghi che il caldo incide di più sulla vita dei pesci. Il presidente della Federazione ticinese acquicoltura e pesca Urs Lüchinger, spiega: “I salmonidi - il più classico degli esempi è la nostra trota fario - non riescono più a vivere in questi tratti terminali perché la temperatura supera la soglia di vitalità, che è di 21 gradi per gli esemplari adulti. Noi raggiungiamo in questi tratti tra i 25 e i 27 gradi, per cui i salmonidi non riescono più a resistere, a vantaggio di altre specie. I cosiddetti ciprinidi (come il barbo, il cavedano, il siluro o il gardon) hanno una resilienza molto maggiore e resistono a temperature maggiori”. Pesci come la trota, perciò, difficilmente potranno raggiungere il lago per trovare refrigerio in profondità.











