L’eventualità di bloccare il flusso dei frontalieri attivi in Ticino è vissuta con approcci opposti da due consiglieri nazionali ticinesi come Lorenzo Quadri e Fabio Regazzi.
Il primo, in merito alla situazione creatasi in Lombardia commenta che “sarebbe quantomeno curioso se i cittadini lombardi non potessero uscire dalla loro regione per recarsi in altre parti d’Italia ma potessero accedere liberamente, senza nessun filtro al canton Ticino”. Il municipale di Lugano sottolinea di ritenere che “sia un dovere della Confederazione proteggere la popolazione, non solo ticinese, poiché il contagio poi si propaga pure a nord delle Alpi”.
Di tutt’altro avviso è il suo collega alla Camera del Popolo Fabio Regazzi. A suo parere bloccare l'arrivo dei lavoratori frontalieri sarebbe “una misura ingiustificata, sproporzionata e che rischierebbe di avere gravissime conseguenze per il cantone sotto diversi punti di vista”.
Regazzi ricorda che sarebbe particolarmente toccato il settore industriale, come pure quello dell’artigianato, senza dimenticare le strutture sanitarie. Secondo il politico sopracenerino “non sembra che ci siano i presupposti per arrivare fino a questo punto”.
Notiziario 07.00 del 08-03-2020 - Lombardia e 14 province bloccate
RSI Info 08.03.2020, 09:16
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