I giovani monitori che vedono situazioni sospette possono rivolgersi ai dirigenti della loro società sportiva, alla federazione, all'ufficio sport del cantone o anche alla polizia: "Non significa sporgere una denuncia o incolpare qualcuno, ma segnalare. Meglio una segnalazione in più che dopo verifica si rivela sbagliata piuttosto che una di meno. L'importante è non chiudersi in sé stessi ma parlare": così Marco Bignasca, capoufficio Sport del DECS, intervistato dalle Cronache della Svizzera italiana in seguito al caso del 39enne del Mendrisiotto che avrebbe commesso abusi su sette ginnaste adolescenti.
Una vicenda che rilancia il tema della prevenzione e in Ticino i monitori sportivi sono 10'000. Dal 2002, spiega Bignasca, il corso di formazione base comprende un paio d'ore di teoria su cosa si può fare. Il messaggio è "non siete soli". Per chi è già attivo, esiste una formazione specifica di un giorno intero, che ha una buona affluenza, mentre dallo scorso anno in collaborazione con la SUPSI viene organizzato un corso di tre giorni sulle relazioni sane.
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