L’emorragia che quasi uccise il 44enne spagnolo tossicodipendente pugnalato lo scorso luglio da una 53enne di Pregassona durante una lite è stata provocata dal colpo inferto dalla lama nel petto e non da una cattiva saturazione della ferita. Lo ha stabilito un nuovo referto medico presentato martedì mattina alla ripresa del processo alle Assise Criminali di Lugano.
Il dubbio era stato sollevato dalla difesa, sostenuta dall’avvocato Anna Fumagalli, nel corso della sua arringa ad inizio maggio. Il presidente della Corte, giudice Mauro Ermani, aveva quindi deciso di sospendere il dibattimento in attesa di un nuovo referto medico.
La pubblica accusa, sostenuta dal procuratore pubblico Nicola Corti, ha chiesto una pena di sette anni e otto mesi di carcere per tentato omicidio. La difesa chiede invece che venga ridotta massicciamente la pena per l’imputata, alcolizzata cronica, a beneficio della sospensione condizionale. La sentenza è prevista per oggi, martedì, alle 16.
CSI/FrCa




