Anche nel 2011 gli inquinanti che hanno creato maggiori grattacapi a Sud delle Alpi, superando i limiti fissati dall’ordinanza contro l’inquinamento atmosferico (OIAT), sono stati il diossido di azoto, l’ozono e le polveri sottili, meglio note come PM10.
Questo, in sintesi, il quadro che è emerso nel corso della presentazione a Bellinzona dell’annuale rapporto sulla qualità dell’aria , stilato dalle autorità cantonali.
Molto resta da fare
Nel corso della conferenza stampa è stato sottolineato come alcune problematiche legate alla presenza di piombo e di cadmio nelle polveri è sotto controllo da tempo, ma che molto resta ancora da fare poiché il problema dello smog estivo e invernale è sempre presente.
Sempre troppi inquinanti
Se l’analisi pluriennale mostra un lento, ma costante, miglioramento della qualità dell’aria in Ticino, così non è per i dati legati al solo anno scorso, che mostrano un aumento quasi generalizzato delle concentrazioni di diossido d’azoto e delle polveri sottili, nonché un incremento del numero di superamenti del limite giornaliero dei tre inquinanti principali: NO2, O3 e PM10.
Per continuare a sensibilizzare la popolazione sulla problematica, anche quest’anno verranno mantenute alcune misure tra cui la possibilità di acquistare un abbonamento dei mezzi pubblici a prezzi vantaggiosi, durante la stagione estiva.
Gallery image - Lo smog resta un problema in Ticino
Borradori, “non è un’inversione di tendenza”
Nel corso dell’incontro con la stampa, Marco Borradori ha tenuto a precisare che i dati del 2011 non indicano un’inversione generale di tendenza, né fanno presagire un peggioramento della qualità dell’aria nei prossimi anni. Per il direttore del Dipartimento del territorio, “la situazione registrata dello scorso anno trova una spiegazione chiara: l’influsso della meteorologia sulla presenza degli inquinanti nell’aria”.
Da questo punto di vista, ha sottolineato il consigliere di Stato ticinese, il 2011 è stato molto sfavorevole alla qualità dell’aria, in particolare durante i primi mesi dell’anno, quando le inversioni termiche persistenti e le scarse precipitazioni hanno favorito l’accumulo di sostanze inquinanti.








