Delusione, amarezza, sbigottimento, dispiacere. Questi sono alcuni dei sentimenti espressi da diversi politici lombardi, interpellati domenica pomeriggio per commentare il "no" uscito dalle urne al credito per Expo 2015. La consigliera regionale Francesca Brianza, delegata da Roberto Maroni e dal Consiglio regionale in qualità di responsabile della commissione per i rapporti Italia-Svizzera, prende atto del risultato non senza "perplessità", ricordando la volontà espressa invece da subito dalla Svizzera.
"Noi", ha detto, "stiamo vivendo Expo come un'opportunità per i nostri territori ma anche per i territori vicini". L'esponente leghista cita poi il caso dei Grigioni, visitato alcuni giorni fa da esponenti regionali, i quali hanno aderito pienamente al progetto Expo, "una partecipazione fattiva in una progettualità che coinvolge i territori" su tematiche come cultura e turismo. Non ha mancato infine di sottolineare il rispetto della volontà popolare, ammettendo che ci sono stati alcuni "nei o cose spiacevoli" nell'avvicinamento a questa manifestazione che per la consigliera leghista sarà un successo, un'occasione imperdibile per la Lombardia, l'Italia e non solo.
Anche il segretario generale del Partito Democratico in Lombardia, Alessandro Alfieri, si dice sconcertato da questo voto, non tanto per il risultato già ampiamente annunciato e quasi scontato, "ma per l'occasione persa da parte di un territorio che da questo avvenimento avrebbe potuto ricevere molto". "Penso", ha riferito Alfieri, "al numero di visitatori. Alcuni di loro vorranno certo andare in Ticino, in Svizzera, nei territori confinanti e all'interno di questi si potevano sviluppare progetti importanti capaci di attrarre turisti. La sensazione che si ha guardando questa vicenda, è che ci siano partiti ticinesi impegnati in qualche modo nel portare il cantone, il proprio territorio ad un isolamento e questo è un grande autogol". "Ad ogni modo", ha concluso l segretario regionale di Matteo Renzi, "Expo andrà avanti lo stesso".
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