Con la chiusura di diversi locali a luci rosse, parecchie prostitute sono andate a lavorare negli appartamenti. Questo ha creato un disagio nella popolazione, Lugano ha reagito, ed il giro di vite della città sarà verosimilmente preso ad esempio da altri comuni ticinesi.
“Le nuove misure emanate a Lugano rischiano però semplicemente di spostare il fenomeno in altre località o, pericolo ancora peggiore, spingerlo nella clandestinità”, premettono Greta Gysin (Verdi), Sergio Savoia (Verdi) e Raffaella Martinelli Peter (PS) in un’interrogazione inoltrata giovedì al Consiglio di Stato.
“In attesa della revisione della Legge - proseguono i tre deputati nel loro atto parlamentare - riteniamo sia importante mettere a punto una strategia coordinata a livello cantonale di gestione delle situazioni che si stanno creando, per non complicare ancor più una situazione già oltremodo complessa”.
joe.p.







