La vicenda che ha portato in carcere il direttore del Lumino’s vedrebbe coinvolti anche alcuni politici e qualche funzionario cantonale. Politici e funzionari che il 48enne avrebbe tentato di ricattare con le immagini registrate dalle video-camere del locale a luci rosse. Da loro, stando alle prime indiscrezioni che trapelano sull’inchiesta, non avrebbe preteso del denaro, ma una mano per risolvere i problemi del suo locale ed ottenere la regolarizzazione del postribolo. Da qui anche l’accusa, oltre che di tentata estorsione, anche di coazione.
Vuole tornare libero
Il 48enne da alcuni giorni detenuto in una cella della Farera contesta le accuse mossegli dal procuratore pubblico Antonio Perugini e per ritrovare la libertà ricorrerà contro la conferma del suo arresto, come confermatoci dal suo difensore, l’avvocato Filippo Gianoni di Bellinzona.
Diego Moles
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CSI 18.00 Il servizio di Darco Degrussa
RSI Info 10.10.2013, 20:03
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