In Ticino, sarebbero 110 i posti di lavoro a rischio per i macchinisti di treni merci. La FFS Cargo International, infatti, avrebbe l'intenzione di ridurre drasticamente il numero di depositi sul territorio elvetico con effetti importanti anche a Sud delle Alpi.
Durante un incontro tra le parti avvenuto in settembre, ai macchinisti di FFS Cargo è stato comunicato che a fine ottobre SBB Cargo International – con cui i sindacati hanno negoziato nel corso del 2011-2012 un contratto collettivo di lavoro - deciderà l’ubicazione dei propri depositi. Nessuna garanzia è stata però data sulla presenza di una tale struttura in Ticino.
Il Sindacato del personale dei trasporti (SEV) ha lanciato l’allarme questa mattina nel corso di una conferenza stampa a Bellinzona, a cui è seguita una protesta dei dipendenti. Il segretario sindacale, Angelo Stroppini, ha ricordato che "i macchinisti chiedono che un deposito di primaria importanza sorga presto in Ticino", ricordando che per salvaguardare i posti di lavoro "si cercherà anche l’appoggio della politica".
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CSI 12.05 VOCE STROPPINI 23.10.12.MUS
RSI Info 23.10.2012, 14:22
Il Ticino in una "posizione strategica"
SEV e VSLF (il sindacato svizzero dei macchinisti e aspiranti), su mandato dell’assemblea sindacale, intendono infatti coinvolgere la politica, poiché gli interessi in gioco per il Ticino sono tanti. In un comunicato le parti sociali ricordano che “Il Ticino è strategicamente ben posizionato, nella sua funzione di ponte tra il Mediterraneo e il Nord Europa, come pure in relazione al nuovo tracciato ferroviario che si delineerà con la realizzazione della galleria di base del San Gottardo nel 2016”. Un deposito in Ticino si giustificherebbe dunque pienamente per Stroppini, non solo per ragioni occupazionali di un cantone di periferia, ma “anche dal profilo imprenditoriale”.
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