Clamorosa sentenza venerdì alle Assise criminali di Lugano dove il giudice Mauro Ermani ha respinto l'atto d'accusa emanato dal procuratore generale John Noseda nei confronti di tre fratelli, tutti cittadini italiani, accusati del buco da oltre 20 milioni di franchi compiuto dalla PM Profile Metals, una società attiva nel settore siderurgico, a danno di alcune banche della piazza luganese. Il presidente della Corte ha giudicato eccessivamente miti le pene - tre anni parzialmente sospesi e due anni con la condizionale - proposte col rito abbreviato.
La vicenda
Tra il 2008 e il 2011 i tre fratelli italiani si erano appropriati di 21 milioni e 590'000 franchi, sottraendoli a più banche. La PM Profile Metals riceveva linee di credito, ma ad un certo punto ha cominciato a falsificare contratti, creando un buco di 22 milioni di franchi. I reati ipotizzati erano quelli di truffa, bancarotta fraudolenta, falsità in documenti e appropriazione indebita d’imposte alla fonte.
Red. MM/CSI
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CSI 18.00 Il servizio di Romina Lara
RSI Info 04.04.2014, 19:31
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