Trapelano nuovi dettagli dall’indagine per truffa alle assicurazioni che, partendo da un garage di Riva San Vitale, ha finito per coinvolgere anche un’agente della polizia cantonale. I raggiri imputati alla donna – si è appreso lunedì – sono almeno due.
In un caso avrebbe finto di avere subìto da terzi un danno da lei provocato alla propria vettura. Nell’altro il carrozziere avrebbe maggiorato il costo della riparazione. Il tutto sempre con lo scopo di evitare il pagamento della franchigia, di mille franchi.
Al vaglio degli inquirenti, coordinati dal procuratore pubblico Andrea Maria Balerna, c’è infine un terzo episodio. Qui i contorni sono però più sfumati, e per gli eventuali risvolti penali il discorso si complica.
Dal canto suo la poliziotta, accusata di ripetuta truffa, ammette soltanto di avere consegnato il veicolo all’assicuratore incaricato del disbrigo delle pratiche, pure sotto inchiesta. In lui – sostiene – aveva riposto piena fiducia, e non immaginava che avrebbe ingannato la compagnia.
Francesco Lepori


