Mentre in Ticino la politica è al lavoro da più di un anno per cercare un’intesa sulla nuova legge sulla prostituzione, nel cantone continua a proliferare l’attività delle “lucciole”, che dopo la chiusura di numerosi locali a luci rosse con l'operazione "Domino" si è spostata soprattutto negli appartamenti.
La presenza delle ragazze e la loro attività non passa inosservata. Il viavai dei clienti a tutte le ore del giorno e della notte crea fastidio e imbarazzo tra gli inquilini delle palazzine, che sollecitano quotidianamente le autorità a intervenire.
“ Non è solo una questione legata al quieto vivere, riteniamo che dietro queste donne si celi un’organizzazione ben strutturata che gestisce l’intera attività del sesso a pagamento ”, dichiara ai microfoni della RSI il comandante della polizia comunale di Locarno, Silvano Stern , che aggiunge: “ abbiamo incrementato i controlli, solo lo scorso anno abbiamo accertato l’attività di 109 ragazze, prevalentemente dell’Europa dell’est, concentrata in 37 appartamenti della città; monitoriamo la situazione e cerchiamo di contrastare questo fenomeno con controlli costanti ”.
Lino Bini
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Prostituzione in Ticino
La bozza della nuova legge sulla prostituzione elaborata dal Dipartimento delle istituzioni ticinese è pronta da tempo ma ancora non riesce a fare l’unanimità. Tra ritardi, rinvii e controversie, il nuovo strumento per regolamentare il mondo a luci rosse a sud delle Alpi non ha ancora convinto la Commissione della legislazione. Tra le proposte ancora da appianare, che dovranno ottenere poi l’avallo del Gran Consiglio per essere trasformate in legge, figurano quella legata all’attività negli appartamenti e quella dei controlli sanitari obbligatori delle prostitute.
La testimonianza
Dipingere il quadro della prostituzione in Ticino non è facile. Dietro ai volti sovente sorridenti e felici di chi vende il proprio corpo si nascondono storie di vita difficili. Donne sole, costrette a prostituirsi per mantenere la famiglia. “ Alcuni anni fa ho perso il mio compagno, lui provvedeva a me e ai miei figli e all’improvviso mi son trovata sola. Ho cercato un lavoro, ma alla soglia dei 50 anni nessuno ti assume… così sono giunta in Svizzera, lontano da chi mi conosce, per prostituirmi. Non lo faccio per piacere, ma solo per dare un futuro ai miei figli. Certo che se trovassi un altro lavoro smetterei di fare questa vita… ”, racconta Maria (nome fittizio) che ha accettato di raccontarci la sua storia. (guarda il reportage)
Lino Bini parla della sua esperienza in Alba chiara su Rete1
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Il servizio di Luigi Frasa
RSI Info 24.04.2014, 19:52
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