"Mi vergogno profondamente. È stato un agire scellerato". Si chiude con queste parole, pronunciate dall'imputato, il processo a carico dell'avvocato dei "pizzini". Il legale era accusato di favoreggiamento e riciclaggio di denaro per aver consegnato dei bigliettini contenenti delle informazioni ai dipendenti dell'uomo che difendeva all'epoca, detenuto in carcerazione preventiva per malversazioni. Bigliettini contenenti indicazioni per permettere ai suoi colleghi di effettuare un trasferimento milionario. "Sono stato un pollo", ha ammesso il 36enne in aula. La procuratrice pubblica ha chiesto 16 mesi di detenzione sospesi per due anni e un ammonimento. Capi d'accusa: inquinamento delle prove e riciclaggio (per il trasferimento di denaro). La difesa ha invece chiesto il proscioglimento del suo assistito.
I fatti risalgono al 2015, quando un 43enne finì in manette per malversazioni ai danni di numerosi clienti. Il buco si aggirerebbe attorno ai 50 milioni di franchi. L'uomo, dal carcere, consegnò a più riprese al suo legale dei fogli manoscritti in busta chiusa, da portare al di fuori del penitenziario, i cosiddetti "pizzini". Si trattava - come detto - di spiegazioni dirette ai dipendenti dell'imputato, per poter trasferire un importo di 6,6 milioni di euro.
Il giudice Mauro Ermani comunicherà la sentenza alle parti nei prossimi giorni per iscritto.
CSI/CaL
Dal Quotidiano:
A processo l'avvocato dei pizzini
Il Quotidiano 22.05.2017, 21:00






