La sua partita, stavolta, la giocherà in tribunale. La procura ha concluso l’inchiesta, e per l’ex-granata Hemza Mihoubi si profila ora il processo (con ogni probabilità, alle Assise Criminali). Tutta colpa dell’Audi A6 che un altro noto ex-calciatore aveva dato a lui e a una 52enne italiana, pure indagata. La vettura fu utilizzata infatti per compiere il sequestro di cui rimase vittima, in settembre, un imprenditore di Castagnola.
Tre malviventi si presentarono a casa sua, pretendendo (in riferimento a un progetto immobiliare nell’Oceano indiano) tre milioni di dollari. Lo misero al volante della sua Smart, e con le due automobili si diressero a Lugano. Ma l’uomo riuscì a dare l’allarme; cosa che consentì alla polizia di arrestare, nell’autosilo di Piazza Castello, il rapitore salito con lui.
Il 50enne di Capo Verde, che verrà processato assieme a Mihoubi, dovrà rispondere di tentata estorsione e sequestro di persona. Reati – sostiene il ministero pubblico – commessi in correità con il giocatore franco-algerino, accusato inoltre di soggiorno illegale. Mihoubi (tuttora dietro le sbarre) respinge ogni addebito.
Francesco Lepori
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