La morte della 68enne di Minusio, che il 24 dicembre 2010 rimase uccisa dal monossido di carbonio fuoriuscito dalla canna fumaria dell’abitazione accanto, fu una disgrazia. Questa la conclusione a cui è giunto il procuratore Zaccaria Akbas, che ha prosciolto tutte le persone finite a suo tempo sotto inchiesta. Facendo cadere le accuse di omicidio colposo e lesioni colpose gravi, il magistrato ha quindi dato seguito a quanto preannunciato in agosto, al momento di chiudere le indagini.
Le parti hanno ricevuto oggi, mercoledì, i decreti d’abbandono. Una dozzina riguardano i medici e i sanitari che, nei giorni precedenti il decesso, si occuparono dei ricoveri (sempre dovuti a intossicazione da monossido) della donna e del compagno.
La procura ha scagionato inoltre lo spazzacamino e i vicini di casa, proprietari della canna fumaria. Quando sostituì il bruciatore la coppia, difesa da Brenno Canevascini, non venne infatti avvisata della necessità di cambiare anche la canna; cosa che provocò poi la tragedia.
Francesco Lepori







