Ticino e Grigioni

Municipi sul piede di guerra

I comuni ricorrono al Parlamento affinché il cantone si faccia carico della ridefinizione delle superfici edificabili e indennizzi i penalizzati

  • 17.10.2018, 22:37
  • 4 maggio, 20:29
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17.10.2018; Comuni contro l'R6

RSI Il Quotidiano 17.10.2018, 20:13

  • @Ti-Press
Di: Diem/CSI/Quot 

I Municipi ticinesi non intendono farsi carico dell’adeguamento dei loro piani regolatori alla nuova legge federale che mira a densificare gli insediamenti e a ridurre le superfici edificabili in eccesso. Per questo l'Associazione dei comuni e l’Ente regionale di sviluppo del Luganese hanno ricorso al Parlamento contro la scheda del Piano direttore. A preoccuparsi della questione, data la sua natura sovracomunale, sostengono, deve essere il cantone che, inoltre, deve prevedere una compensazione finanziaria per le località che usciranno penalizzate.

L’argomento è di quelli delicatissimi. Nel 2013 il popolo svizzero ha approvato il testo che stabilisce i nuovi orientamenti dello sviluppo territoriale, decidendo anche di limitare le zone in cui si può costruire, concentrandole soprattutto intorno ai centri urbani. Cinque anni dopo il principio non è ancora stato applicato in Ticino. Tradotto in pratica, per diversi proprietari, potrebbe significare la perdita della possibilità di edificare sul proprio terreno con conseguente crollo del valore.

I Comuni - rileva l’associazione che ne rappresenta una novantina tra i quali Bellinzona, Locarno e Chiasso - ritengono che, al contrario di quanto previsto dalla nuova scheda R6 “Sviluppo degli insediamenti e gestione delle zone edificabili”, non sia loro compito mappare il territorio per stabilire se le riserve per case, aziende, commerci ecc. rispetto alle esigenze previste per i 15 anni successivi siano in eccesso. Una posizione condivisa anche nel Luganese dove a muoversi sono l’Ente regionale in rappresentanza di 19 comuni e la città.

Toccherà dunque al Gran Consiglio stabilire a chi toccherà farsi carico di una pianificazione territoriale voluta dal popolo svizzero che l'aveva approvata con il 63% dei favori.

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