Ticino e Grigioni

Negozi, critiche (quasi) unanimi al DFE

Il PLR: scelta obbligata, è colpa dei sindacati

  • 12.09.2012, 09:30
  • 05.06.2023, 21:07

Non si sono fatte attendere le reazioni alla decisione del DFE che ha ordinato la chiusura domenicale di tutti i negozi da ottobre.

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  • Il commento di Silvio Tarchini (Foxtown)

    RSI Info 11.09.2012, 19:43

PPD: il DFE torni sulla sua decisione

Il PPD, che ritiene non convincenti e insoddisfacenti le spiegazioni odierne del DFE, parla di “interventismo goffo e intempestivo” che si traduce nel “peggior servizio che si potesse rendere alla nostra piazza economica, commerciale e turistica” e chiede di “tornare su questa improvvida decisione”. In pratica i popolari democratici sostengono che il dipartimento della Sadis ha voluto incomprensibilmente “percorrere una irresponsabile via della rigidità contro le stesse parti sociali e a scapito del nostro tessuto economico”.

MPS: la direttrice del DFE si dimetta

L’MPS ritiene che la concessione delle deroghe domenicali al Centro Ovale di Chiasso sia stato un “tentativo per aprire la strada a una possibile generalizzazione delle aperture domenicali nei centri commerciali utilizzando il grimaldello del Foxtown e il DFE, che “ha messo a segno una vera e propria autorete”, ha successivamente dovuto rimettere in discussione la situazione di tutti i negozi. Per questo Laura Sadis dovrebbe dimettersi “qualora questo suo improvvido atteggiamento dovesse avere delle ripercussioni economiche e sociali di grande portata”.

Lega: decisione scandalosa

Per la Lega dei ticinesi il DFE, “ostaggio di sindacati e estrema sinistra che vogliono che il Ticino torni alla pastorizia”, dà precedenza ai cavilli legali a danno del territorio. Per il movimento di Bignasca lo stop alle aperture domenicali, che andrebbero invece estese anche al Centro Ovale di Chiasso, costituisce una decisione “assolutamente scandalosa” e un regalo ai commerci d’oltre confine.

PLR: è colpa dei sindacati

L’unica chiara voce a sostegno di Laura Sadis è giunta dal suo partito che ha chiamato in causa i sindacati, “che oggi attaccano il DFE” ma sono “all’origine della situazione venutasi a creare”. Con le loro denunce alla magistratura e prese di posizione hanno in sostanza obbligato il dipartimento ad adottare l’unica decisione “che si imponeva in uno stato di diritto”. In proposito il PLR auspica una soluzione a livello federale e invita a proseguire l’esame commissionale del progetto di revisione della legge cantonale sui negozi.

Tarchini spera ancora in una soluzione

Da parte sua Silvio Tarchini, creatore del Foxtown di Mendrisio, ha criticato la decisione caduta a una ventina di giorni dall’annunciata chiusura domenicale e che mette a rischio cinquecento impieghi. Il promotore commerciale spera ancora in una soluzione concordata e ribadisce che il trasferimento dell’outlet ticinese oltre confine costituisce solo l’ultima ratio.

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