Una corsa contro il tempo. La vita di un direttore artistico, durante un Festival come quello di Locarno, è frenetica. Sveglia, colazione, riunione con il proprio team e poi ancora riunioni allargate, incontri con la stampa, con attori, registi, senza dimenticare i discorsi ufficiali a pranzi e cene. Capirete che non è facile mantenere la mente lucida e il sorriso costante durante le giornate frenetiche della kermesse locarnese, ma anche se ogni tanto la stanchezza si fa sentire, la voglia di far bene è così tanta da far dimenticare ogni affaticamento. La dimostrazione? L’energia sprigionata dal direttore artistico Giona A. Nazzaro, alla sua prima edizione. Lo abbiamo incontrato di mattina, al Palacinema. Elegante, posato, gentile, uno sguardo analitico, la risposta pronta, così come la risata, a volte anche ironica. Giona Nazzaro, appassionato di cinema fin da bambino - inizialmente aveva anche pensato di fare l’attore - riesce a entusiasmare che lo circonda con la spontaneità, la stessa che utilizza con artisti di grande fama.
Indubbiamente, questa 74esima edizione, verrà ricordata per essere la prima dopo la pandemia, la prima ad aver dovuto adottare misure sanitarie importanti, ma ne parleremo anche per la sua programmazione, pronta ad emozionare il grande pubblico. Perché il cinema, ripetendo le parole del direttore artistico Nazzaro, deve essere per tutti. Questo non significa che un film debba piacere a tutti, un buon film è quello che nel bene o nel male riesce ad essere ricordato.






