Falò

Non solo Bondola

L’entrata del vitigno nella lista dei presidi Slow Food svizzeri conferma il primato della Svizzera italiana per quanto riguarda la salvaguardia di un cibo buono, pulito e giusto

  • 24.11.2023, 13:38
  • 08.12.2023, 10:57
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Salvi in bocca

Falò 23.11.2023, 20:50

Di: Falò/Roberto Bottini 

Dalla botte alla bottiglia: per la prima volta nella loro storia, la Bondola e la Bondoletta si presentano ai consumatori con il logo del presidio Slow Food: un passo che segna la volontà dei produttori e del movimento fondato da Carlo Petrini di salvaguardare, preservandolo dal rischio d’estinzione, questo vitigno storico.

Chiericati Vini, La Segrisola. Mondò, Pian Marnino e Terreni alla Maggia: sono cinque i produttori del Locarnese e del Bellinzonese che hanno deciso di aderire al presidio e che fanno parte della comunità della Bondola.

La creazione di un presidio è un processo lungo, e comporta l’approvazione di Slow Food Svizzera e di Slow Food international. Claudio Poretti di Slow Food Ticino ha iniziato a lavoraci nel 2019. Il presidio è di fatto una forma d’ impegno siglato dalla condotta locale di Slow Food e dai produttori, con precisi obiettivi di promozione, ma non solo.

“Si è trattato – racconta con soddisfazione Poretti che incontriamo nella tenuta la Segrisola – di preparare un disciplinare che regola la produzione e la vinificazione della Bondola. Tutti i produttori sono in conversione bio, o comunque molto vicini a una produzione bio. Inoltre, è vietato il diserbo con prodotti di sintesi, mentre il vino è prodotto in purezza perché non è consentito nessun taglio”.

Vitigno molto diffuso in tutto il Sopraceneri era stato pressoché abbandonato, complice l’arrivo della filossera: un insetto che aveva devastato i vigneti di mezza Europa. Da qui la decisione del cantone di promuovere il Merlot. Bondola e Bondoletta oggi occupano oggi soltanto l’1, 5 % della superficie vitata, ma la creazione del presidio sta già dando i suoi frutti. Tre produttori, infatti, hanno già deciso d’impiantare delle nuove barbatelle. Fra questi Stefano Haldemann della tenuta Segrisola che ha aderito al presidio con un approccio moderno, privo di motivazioni nostalgiche. “Mi vedo proiettato al futuro. Siamo confrontati ai cambiamenti climatici e forse alcuni di questi vitigni antichi come la Bondola potrebbero di nuovo essere adatti alle nuove esigenze climatiche.” 

L’entrata della Bondola nella lista dei presidi Slow Food svizzeri è un fatto per certi versi storico: si tratta infatti del primo vino che ha l’onore di farne parte. Inoltre, come sottolinea il presidente di Slow Food Ticino, Franco Lurà conferma il primato nazionale della Svizzera italiana per quanto riguarda la salvaguardia di un cibo buono, pulito e giusto: i valori su cui da sempre si fonda il movimento Slow Food.

“Lo zincarlin nel Menrisiotto - racconta Lurà - è stato il primo presidio Slow Food in Svizzera”, ed è stato creato nel 2007. Oltre a questo, formaggio prodotto nella valle di Muggio fanno parte dei presidi anche la farina bona della Valle Onsernone e i cicitt di capra della Valle Maggia, cui vanno aggiunti il Furmagin da Cion della Val Poschiavo e il mascarpin, un formaggio prodotto in Bregaglia. “Ben sei prodotti dei presidi per la Svizzera italiana – conclude Lurà -  su un totale di venti in Svizzera”. Giusto dunque celebrare questo primato con un brindisi, a base di Bondola, naturalmente.

Qui, le altre puntate di Falò.

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Mangiare bene, mangiare slow!

Falò 23.11.2023, 21:10

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