È stato condannato a una pena detentiva di 9 anni l’uomo, oggi 51enne, che ad Agno, nell’agosto del 2022, sparò a suo figlio. La Corte lo ha riconosciuto colpevole di tentato omicidio intenzionale e altri reati, tra cui infrazione aggravata alla legge federale sugli stupefacenti. Per lui è inoltre stato disposto un trattamento ambulatoriale. La sentenza è stata comunicata oggi (giovedì) dal giudice Mauro Ermani.
L’accusa, che in aula era rappresentata dal sostituto procuratore generale Moreno Capella, aveva chiesto una condanna a 7 anni e mezzo di reclusione, avanzando l’accusa di tentato omicidio intenzionale. E non di tentato assassinio, come proponeva invece la procuratrice Margherita Lanzillo, che aveva condotto l’inchiesta e firmato l’atto d’accusa. “L’imputato ha sì sparato al figlio mettendo in pericolo la sua vita, ma pur avendo la possibilità di ucciderlo, non lo ha fatto” aveva detto in aula Capella.
Secondo la difesa, rappresentata dall’avvocato Letizia Vezzoni, non c’era volontà di uccidere. La legale si era pertanto battuta a favore di una condanna a 5 anni di carcere per esposizione a pericolo della vita altrui e lesioni colpose gravi.
I fatti risalgono al 7 agosto del 2022, quando ad Agno un uomo (il 51enne comparso in questi giorni alle Criminali) sparò per strada al figlio, ferendolo gravemente. Il padre sospettava che il 22enne avesse rubato 50’000 franchi alla nonna.
Sparò al figlio, l'accusa chiede 7 anni e mezzo
Il Quotidiano 07.02.2024, 19:00









