È stato un omicidio brutale e senza scusanti anche se commesso in preda ai fumi dell'alcol. Per questo motivo il tribunale di Landquart ha condannato a 9 anni un richiedente l'asilo palestinese che nel marzo 2013 aveva percosso e ucciso con un pugnale un 31enne iracheno pure ospite del centro di assistenza minima di Waldau dove entrambi erano arrivati poiché nelle strutture che li ospitavano prima avevano dimostrato insubordinazione e propensione alla violenza.
La morte del palestinese è stato l'epilogo di una giornata trascorsa a bere. Tanto alcol in corpo e una discussione diventa una tragedia. Primo gli insulti ai parenti, mamma in primis. Poi spintoni e fanno la loro comparsa un bastone e un coltello. Tutto nel ristretto recinto formato dai pochi container, circondati da una rete metallica, che formano il centro ubicato nella zona industriale di Landquart a pochi chilometri da Coira.
Fino al processo il 35enne omicida ha negato ogni addebito, poi improvvisamente di fronte ai giudici ha fatto delle ammissioni parziali. Tanti "non ricordo perché avevo bevuto" per quanto riguarda il pestaggio, invece la memoria torna quando racconta di aver aiutato l'iracheno sanguinante. Due circonstanze - la confessione e il tentativo di soccorso - di cui i giudici hanno tenuto conto infliggendogli una pena di 9 anni invece dei 12 chiesti dall'accusa.
Diem/GS






