Approderà in un’aula di tribunale la vicenda del 53enne svizzero-egiziano del Bellinzonese, che nel luglio del 2015 picchiò la figlia e una sua amica mentre si trovavano in vacanza sul Mar Rosso. L’uomo, tramite il suo avvocato, si è infatti opposto al decreto d’accusa emesso dal ministero pubblico ticinese, che proponeva una pena di 90 aliquote sospese e una multa di 800 per lesioni semplici, vie di fatto, minaccia e violazione del dovere di assistenza o educazione. Il processo è stato fissato in pretura penale a Bellinzona il prossimo 24 agosto.
L’uomo aggredì le due ragazze adolescenti poiché mal sopportava i loro atteggiamenti, a suo dire lesivi dei costumi locali e che lo mettevano in imbarazzo davanti ai compaesani. La situazione precipitò al rientro da una cena, quando cominciò a prenderle a sberle e calci, arrivando persino a brandire un coltello.
Red.MM




