La RSI e l'ex commissario di polizia Fausto Cattaneo non hanno leso l'onore di Rosanna Papalia. La Corte dei reclami penali del Tribunale d'appello ticinese ha respinto "in assenza di sufficienti indizi" il reclamo presentato dalla donna e dalla sua attività commerciale con sede a Leggia, nel Grigioni italiano, contro il non luogo a procedere deciso nell'ottobre scorso dal procuratore pubblico Arturo Garzoni.
Il nucleo di Leggia
La querelante, figlia di un capocosca condannato in Italia, aveva sporto denuncia (anche contro ignoti) nel luglio dello scorso anno in seguito a un servizio del Quotidiano intitolato "Sospetti di 'ndrangheta a Leggia" e all'articolo "Mafiosi nel Moesano" apparso sul sito rsi.ch. In entrambe le occasioni, tuttavia, rilevano i giudici, si precisa che i sospetti venivano avanzati dal Corriere della Sera. Era contenuta la precisazione delle autorità, secondo le quali alle nostre latitudini non risultano procedimenti penali a loro carico, e nel primo caso anche la diretta smentita degli interessati. Si trattava quindi di notizie equilibrate divulgate "nel giustificato interesse pubblico".
La sentenza, datata 5 febbraio, può ancora essere impugnata entro 30 giorni davanti al Tribunale federale.
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