È definitiva la condanna di Xenia Peran a 20 mesi sospesi e a una pena pecuniaria di 1'350 franchi suddivisi in 45 aliquote, dalla Corte di appello e revisione penale del canton Ticino per ripetuta appropriazione indebita qualificata di complessivi 137'341 euro e tentata estorsione ai danni dell'ex patron del Napoli Corrado Ferlaino. Con decisione del 22 maggio, ma resa pubblica martedì come anticipato dal Corriere del Ticino, il Tribunale federale ha infatti dichiarato inammissibile il ricorso dell'avvocatessa.
Come accertato Mon Repos, la 53enne non ha contestato la sentenza entro i termini previsti dal codice, ma solo l'11 marzo, mentre era stata legittimamente trasmessa al suo patrocinatore alla fine di gennaio. I giudici non sono quindi entrati nel merito della questione.
Inammissibile anche un secondo ricorso, quello presentato dal cliente danneggiato per ottenere l'annullamento del proscioglimento dall'imputazione di ripetuta sottrazione di cose requisite o sequestrate, per la quale l'ex candidata al Consiglio di Stato (non eletta in aprile) era stata condannata solo in prima istanza. La somma oggetto del litigio era riconducibile a lui, ma provenivano da conti di due società. Non essendone il titolare, non era legittimato a costituirsi accusatore privato.






