Un clima senz'altro teso ha segnato oggi, martedì, l'apertura a Locarno del processo d'appello nei confronti di Xenia Peran, condannata in contumacia due anni or sono per ripetuta appropriazione indebita. I fatti concernono reati compiuti fra il 2007 e il 2010.
A differenza dei processi precedenti l'avvocata luganese è comparsa al processo, ma ha definito illegale la presenza in aula degli avvocati di parte civile e rivolto pesanti apprezzamenti al procuratore Paolo Bordoli e alla corte. Dopo vari richiami la presidente, giudice Francesca Verda Chiocchetti, è stata sul punto di espellere l'imputata.
Dopo una pausa, il processo è tuttavia ripreso in un clima più disteso ma con varie sospensioni per via delle eccezioni presentate, tutte respinte dalla corte. Il dibattimento riprenderà domani.
CSI/ARi





