La deputazione ticinese alle Camere federali incontrerà a giugno la ministra delle finanze Karin Keller-Sutter e tematizzerà anche il “no” di Berna alla richiesta del Ticino di una nuova ponderazione del reddito dei frontalieri. Il diniego ha suscitato una viva reazione da parte del Consiglio di Stato. Ora però occorre lavorare in vista della prossima revisione, nel 2020, della perequazione finanziaria intercantonale.
Ma la grossa battaglia, sottolinea il presidente della deputazione Bruno Storni, consiste nell’ottenere il consenso degli altri Cantoni. “Sappiamo che nella compensazione delle risorse, se noi prendiamo di più, altri prendono meno e altri ancora debbono pagare di più”. Ne deriva così “un campo minato, dove nessuno vuole cedere”. Alex Farinelli , che fa parte della commissione delle finanze del Nazionale, rammenta poi che si parlava di circa una decina di milioni di franchi per il Ticino: milioni che “non voglio banalizzare, ma che rispetto ai 4 miliardi e mezzo del budget cantonale non sono sicuramente quelli determinanti”.
Vero è, osserviamo, che il Ticino nel raffronto con altri Cantoni riceve relativamente poco... Ma la questione, per il consigliere nazionale PLR, non può ridursi solo a questi termini. C’è tutta una serie di regole “che fanno sì che la perequazione arrivi a questo risultato”. E probabilmente, nel momento in cui è stata riformata la perequazione, “o non si sono trovate le maggioranze, o non ci si è resi esattamente conto di quali sarebbero stati gli impatti” sul Cantone. E lì, aggiunge, “si è un po’ mancato il momento per agire”.
Il Consiglio di Stato ha parlato di una decisione che “mina la coesione nazionale e lo spirito di solidarietà svizzero”. Ma “comunque il Ticino anche in altri campi dalla Confederazione qualcosa riceve”, obietta il consigliere nazionale del PS. È quindi “molto forte” chiamare in causa la coesione nazionale, quando in questo caso “ci sono di mezzo 9 milioni”.
Circa poi l’ipotesi avanzata da Norman Gobbi di un blocco parziale del versamento dei ristorni, Farinelli ritiene che “il Consiglio di Stato debba mantenere il sangue freddo”, perché la questione “non ha niente a che vedere” con quella della perequazione intercantonale. “Non vedo che relazione ci sia”, rileva per parte sua Storni: “non vedo perché adesso l’Italia dovrebbe pagare per quello che non paga Berna”.

Perequazione, rapporti Cantoni-Confederazione
SEIDISERA 08.04.2026, 18:00
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