Daniel Rüegg distribuisce i cartoni di beni di prima necessità a Delémont. Ex banchiere e direttore d’ospedale, dedica la sua pensione alle persone bisognose. “Lo sguardo, il primo contatto visivo, è qualcosa che mi dà moltissimo” confida ai microfoni di RTS.
La Svizzera ha uno dei tassi di volontariato più elevati d’Europa. Dalle società sportive all’aiuto sociale, fino ai consigli comunali: pochi ambiti sono esclusi.
Temps Présent (RTS, 21.05.2026)
Un pilastro sottovalutato
“Nessuna città, nessun villaggio può funzionare senza volontari. L’importanza dell’impegno civico è fortemente sottovalutata” sottolinea Noémie Merçay, coordinatrice di Bénévolat Jura.
I dati sono impressionanti: se le 590 milioni di ore di lavoro volontario annuali venissero retribuite, costerebbero 33,2 miliardi di franchi all’anno, più di un terzo del budget annuale della Confederazione.
A Delémont, la distribuzione di beni di prima necessità alle persone in difficoltà opera al limite delle capacità. Nell’arco di un anno, 4’000 persone beneficiano dell’aiuto d’urgenza fornito dall’associazione Cartons du cœur. “Negli ultimi 5‑10 anni i bisogni sono esplosi” osserva David Berthoud, presidente della sezione locale.
Dall’ospedale alle fattorie
Agli Ospedali universitari di Ginevra (HUG), dei volontari sono presenti ogni giorno accanto ai bambini ricoverati: un aiuto prezioso per un personale spesso oberato di lavoro. “Quando ho smesso di lavorare, avevo voglia di fare del bene attorno a me” spiega Florence Andrade, volontaria di Terre des Hommes Vallese.
Nelle Franches-Montagnes, Daniel Jobin ha sfiorato la morte lo scorso ottobre: due balle di fieno gli sono cadute addosso. La coppia ha dovuto ricorrere all’aiuto di volontari. “Ingaggiare un aiuto agricolo costa 300 franchi al giorno. Non avevo un’assicurazione per perdita di guadagno” racconta l’agricoltore.
Lucia, 64 anni, è arrivata da San Gallo per due mesi. “Fa parte della nostra famiglia. Queste persone ci salvano” testimonia Evelyne Jobin, moglie di Daniel.
Servizi essenziali
A Payerne, nel Canton Vaud, esiste dal 1983 un servizio di trasporto con autisti volontari. Nel 2025, 25 conducenti hanno percorso oltre 340’000 chilometri.
Jean‑Claude Péclard vi dedica tra il 60 e l’80% del suo tempo. “Considero che la mia rendita AVS sia pagata da chi lavora. Mi sembra quindi naturale restituire qualcosa attraverso questa attività” afferma l’ex operatore sociale.
Rispetto ai taxi tradizionali, il risparmio generato ammonta a 700’000 franchi all’anno.
La posta in gioco democratica
“I volontari hanno un forte attaccamento alla società, un senso di appartenenza. Nutrono anche maggiore fiducia nelle istituzioni. Questo modo di pensare è molto importante per la sopravvivenza della democrazia” osserva Andreas Müller, responsabile del volontariato alla Società svizzera di utilità pubblica.
Joseph Chassot, 95 anni, vive da solo a casa. Ogni venerdì un volontario lo accompagna dalla sua amica. “Grazie ai volontari posso incontrarla ogni settimana. È meraviglioso” si rallegra. Senza questo aiuto, probabilmente vivrebbe in una casa di riposo.










