Tutti e 6 gli imputati colpevoli di sequestro di persona, rapimento e ripetute tentate lesioni gravi. Con questa motivazione la Corte di appello e revisione penale (CARP) ha inasprito la sentenza di secondo grado contro sei giovani che, a cavallo fra il 2020 e il 2021 – tra il Luganese e l’Alta Leventina –sequestrarono, picchiarono a più riprese e quasi uccisero un conoscente 18enne per un debito di droga. La corte era composta dal giudice presidente Angelo Olgiati, dai giudici a latere Ilario Bernasconi e Manuela Frequin Taminelli unitamente agli assessori giurati, mentre il dibattimento si è svolto lo scorso 16 maggio. La sentenza, si legge in un comunicato, è stata intimata alle parti in questi giorni.
I 6 erano già stati condannati a pene comprese tra i 20 mesi sospesi e 6 anni e 4 mesi da espiare, tre di loro per tentato omicidio intenzionale. Ora anche un quarto imputato, che aveva partecipato al pestaggio di Vezia, il più violento, è ritenuto colpevole di correità nel tentato omicidio. Durante questo episodio la vittima era stata picchiata anche con una spranga oltre che con pugni e calci ovunque, compreso alla testa, ed era stato costretto a subire raccappriccianti umiliazioni.
Al giovane ritenuto il capo del gruppo è stata quindi inflitta una pena di 8 anni di detenzione e confermata l’espulsione dalla Svizzera per 10 anni (non oggetto di appello). Gli altri imputati si sono visti comminare pene di 7 anni e mezzo, 6 anni e 9 mesi, 6 anni e mezzo e – per i due non coinvolti nel pestaggio di Vezia – di 4 anni e mezzo rispettivamente di 3 anni.
L’appello di uno degli imputati, che contestava la misura dell’espulsione, è stato respinto e la misura confermata. La durata come tale dell’espulsione (7 anni) non era oggetto di appello.

Notiziario 16.00 del 26.06.2023
Notiziario 26.06.2023, 16:08
Contenuto audio

Giovani picchiatori a processo
Il Quotidiano 22.02.2022, 19:00







