Condannati per aggressione, ma non per tentato omicidio. Il giudice Siro Quadri ha deciso che dovranno scontare due anni e mezzo di carcere i due fratelli (di 19 e 20 anni) che il 4 dicembre dell’anno scorso pestarono, colpendo anche con calci e pugni alla testa, due giovani alla Rotonda di Locarno.
Caduta dunque l’accusa principale avanzata dalla procuratrice pubblica Valentina Tuoni, che aveva proposto una condanna a 4 anni e 9 mesi per uno degli imputati e a 4 anni e 8 mesi per l’altro. Secondo la Corte la lievità delle ferite subite dalle loro vittime e, soprattutto, l’assenza di prove certe sulla volontà di infliggere colpi potenzialmente letali non giustifica una condanna per tentato omicidio.
Il giudice non ha però con questo voluto sminuire le colpe dei due imputati. "Non hanno mostrato alcun segno di pentimento – ha sottolineato Siro Quadri leggendo il dispositivo – e non hanno mai chiesto scusa alle loro vittime". Stando alla Corte i due fratelli quella sera sarebbero usciti di casa con la volontà di fare a botte e di prendersela con qualcuno a caso. "Perché si annoiavano, perché volevano dimostrare di essere dei leader e di essere forti". Quella di Locarno, è stato spiegato, è stata un’aggressione di branco (in cui tra l’altro non tutti i partecipanti sono stati individuati). Un branco composto anche da altri giovani che si erano messi ad incitare i due fratelli, incoraggiandoli a infierire ulteriormente sulle loro vittime.
La Corte ha anche deciso l’espulsione, per 10 anni, dalla Svizzera dei due fratelli. Dovranno dunque tornare in Iraq, loro Paese d’origine.
RG 12.30 del 11.07.22: il servizio di Giorgia Roggiani
RSI Info 11.07.2022, 14:33
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