I due fratelli iracheni di 19 e 20 anni, accusati di tentato omicidio intenzionale per aver aggredito un 18enne lo scorso dicembre alla Rotonda di Piazza Castello di Locarno, lunedì mattina sono comparsi a processo a Lugano di fronte alla Corte delle Assise criminali.
L'atto d'accusa stilato dalla procuratrice pubblica Valentina Tuoni elenca una serie di pugni, calci e botte anche col fondo di una bottiglia che sono stati sferrati al giovane anche mentre era a terra e pure al volto. Una serie di colpi che ha provocato ferite gravi alla vittima.
I testimoni raccontano di una gran numero di colpi inferti. Ben di più di quelli riconosciuti dai due imputati, che ammettono di aver dato qualche pugno e schiaffo, ma nessun calcio.
Il pestaggio si svolse sotto lo sguardo di decine di ragazzi. Una folla agitata che, a detta del fratello maggiore, incitava a colpire ancora e ancora.
Alla richiesta del presidente della Corte, il giudice Siro Quadri, di spiegare divergenze e contraddizioni sui fatti, le risposte più frequenti sentite in aula da parte dei due imputati sono state: "Non so perché" o "Quella persona non è affidabile".





