Traballa Tether, la più importante stablecoin del mercato, nota anche per aver dato vita nel 2022 assieme alla Città di Lugano all’iniziativa Lugano’s Plan ₿. A poco più di un mese dai sorrisi al Plan ₿ Forum, la vetrina delle criptovalute che ha portato sulle rive del Ceresio 4’000 partecipanti da 64 Paesi, consacrando Lugano nella capitale europea del Bitcoin, fa rumore la bocciatura di S&P Global Ratings. L’agenzia americana, specializzata nel misurare la solidità creditizia, ha ridotto da 4 (limitata) a 5 (debole), la capacità di Tether di mantenersi ancorata al dollaro. A pesare, in particolare, l’aumento dell’esposizione ad asset ad alto rischio nelle riserve della moneta digitale, tra cui gli stessi bitcoin il cui valore è fortemente sceso nelle ultime settimane.
Il CEO di Tether, Paolo Ardoino, ha reagito, attaccando con un post su X: “Indossiamo il vostro disprezzo con orgoglio”, ha scritto, rinfacciando ai “modelli di rating classici” i giudizi sballati di un passato non lontano e rivendicando con “orgoglio”, appunto, la propria diversità: “Tether ha creato la prima azienda sovracapitalizzata nel settore finanziario, senza riserve tossiche. Eppure rimane estremamente redditizia”.
Un abito non meno urticante lo confeziona Antonio Foglia, vicepresidente della Banca del Ceresio, che sul Corriere del Ticino, non usa mezze misure nel valutare la solidità di Tether, in particolare circa il rapporto tra capitale proprio dichiarato di 6,78 miliardi di dollari e passivi per 174,45 miliardi. “Si tratta di una leva finanziaria di 23 volte, dissennata e ben maggiore di quella delle grandi banche tradizionali”, dice Foglia. Si tratta di, continua, “un business spettacolare perché Tether, a differenza delle banche, non paga interessi sui token che ha emesso e trattiene quindi gli interessi e gli utili sugli investimenti, a vantaggio dei propri azionisti: Devasini, Ardoino e pochissimi altri”. Con una piccola parte di questi soldi, va giù duro il banchiere luganese, “avrebbero messo in sicurezza una gallina dalle uova d’oro quale non si è praticamente mai vista nella storia della finanza. E invece hanno preferito pagarsi dividendi miliardari (oltre 10 miliardi di dollari nel solo 2025), il che equivale in sostanza a scappare con la cassa, e li hanno in buona parte investiti attraverso la finanza tradizionale, dimostrando nei fatti che nemmeno loro credono veramente alle cripto”.
Michele Foletti: “Ma Tether non è una banca!”
Una chiave di lettura del sistema blockchain che il sindaco di Lugano, Michele Foletti, contesta rispondendo alla RSI: “Credo che Antonio Foglia, un banchiere che rispetto e ammiro per quella che ha fatto nella sua vita, non abbia capito la differenza tra Tether e una banca. Tether è un mezzo di pagamento, non ha nessuna licenza bancaria, non è e non può essere una banca”. È vero, conferma il sindaco, che Giancarlo Devasini e Paolo Ardoino, hanno spostato il loro domicilio da Lugano a El Salvador, ma, per citare Foglia, non sono scappati con la cassa. . Una partenza che il sindaco non ha vissuto come un tradimento: “Assolutamente no, ne avevamo discusso assieme, la loro decisione è dovuta a motivi strategici e geoeconomici. Il fatto che Tether abbia portato la sede dalle Isole Vergini Britanniche a El Salvador e loro stessi siano andati in Salvador è strettamente correlato. Ciò non significa che loro non investano più su Lugano, che non continuino a investire e a credere nella città”.
Un sostegno ai bianconeri
A tal proposito di tale sostegno Foletti cita la sponsorizzazione del Football Club Lugano, sulle cui maglie campeggia, come sponsor principale, il Lugano’s Plan ₿, davanti, dietro ci sono le bollicine della Pepsi: “Si tratta di un contratto su più anni e questo dimostra che c’è una strategia di lungo termine. Senza parlare di altri investimenti che vengono fatti da Lugano’s Plan ₿ nella regione”. Una sponsorizzazione gestita tramite l’omonima Fondazione in cui partecipa anche la città.
L’interesse di Tether per i colori bianconeri si manifesta anche su scala maggiore: la stablecoin detiene infatti l’11,5% del capitale sociale della Juventus di Torino (a fronte di un 65,4% in mano a Exor, la controllata degli eredi Agnelli). Il primo azionista di Tether, Giancarlo Devasini, con un patrimonio stimato di 22,4 miliardi, figurava ad aprile come terzo uomo più ricco d’Italia nella classifica di Forbes.
Raoul Ghisletta: “Lugano non ha dato capitali, ma immagine”
Il declassamento di Tether da parte di S&P Global Ratings rappresenta, invece, per il municipale di Lugano Raoul Ghisletta, “una notizia inquietante. È vero che la Città di Lugano non ha investito capitali, ma ha in qualche modo contribuito a dare un’immagine positiva al mondo che ruota attorno a Tether e, più in generale, alla tecnologia blockchain”. Ghisletta ne parla come una sorta di “soft power”.
Quattro anni, tempo di bilanci
Nel marzo 2026 scadrà il protocollo d’intesa, il contratto si dava una durata minima di quattro anni, tra la Città di Lugano e Tether da cui è nato il Plan ₿. Negli scorsi giorni la consigliera comunale Carola Barchi (PLR) ha presentato un’interrogazione interpartitica in cui chiede al Municipio di tracciare un bilancio, in particolare spiegare gli obiettivi raggiunti: “E noi risponderemo volentieri perché ci permetterà di fare il punto della situazione”. E nella risposta non si mancherà di citare il recente evento: “Il Plan ₿ Forum, che abbiamo organizzato congiuntamente a ottobre, ha avuto un successo incredibile. Ormai il Forum di Lugano viene ritenuto il miglior forum su bitcoin e blockchain a livello europeo, se non uno dei migliori a livello mondiale. L’impegno di Tether su Lugano continua e continuerà, spero, nonostante un atteggiamento mediatico non sempre positivo”.
Paolo Bernasconi: “Il Plan ₿ Forum? Una kermesse di majorette”
Il “patronage” di Lugano a Tether porta solo vantaggi e nessun rischio? Non lo crede, rispondendo alla RSI, l’avvocato Paolo Bernasconi, esperto di diritto finanziario: “Il Comune di Lugano potrebbe rischiare di venire attaccato negli Stati Uniti da un cliente investitore perdente, per aver la città favorito gli investimenti a vantaggio di Tether. Il Municipio di Lugano dovrebbe al più presto munirsi di una parere legale e di un auditor che verifichi questo pesantissimo rischio finanziario”. Il suo giudizio sul Plan ₿ Forum è secco: “Una kermesse di majorette”.
Da Lugano al Vietnam
Il Plan ₿, dal punto di vista del sindaco Foletti, è una preziosa occasione per Lugano di dialogare e intessere rapporti con altre realtà del mondo. Lo scorso 14 novembre il Municipio ha ricevuto una delegazione della città di Da Nang, in Vietnam, città che a inizio dello stesso mese ha siglato con Tether un memorandum che si ispira direttamente a quello stipulato nel 2022 con Lugano. Per il sindaco è il frutto del lavoro fatto a Lugano, e ne rivendica l’utilità: “Cercate di vedere questo strumento di pagamento con gli occhi di qualcuno che vive in un Paese dove il sistema bancario non è quello svizzero. Pensate, ad esempio, all’Afghanistan, dove una donna non può avere un conto bancario. Oppure a un paese come il Messico, dove il 60% della popolazione non ha un conto in banca”. Tutte queste tecnologie della blockchain che “sono state esportate nei Paesi in via di sviluppo, sono state sviluppate grazie a Plan ₿ e grazie all’esperimento, fatto nella città di Lugano, di adottare Bitcoin, Tether e LVGA”, conclude Foletti.
Il futuro delle criptovalute al forum Lugano Plan B
SEIDISERA 25.10.2024, 18:24
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Notiziario 22.11.2025, 07:00
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