Sacco, sacco delle mie brame
Ohibò, poche righe sul sito del comune e una circolare alle economie domestiche di Porza, bastano a far sorgere mille domande. A partire da quella base: com’è possibile? Credo che nessuno di noi si sia mai preoccupato di una possibile penuria di sacchi in plastica per i rifiuti RSU. Al limite, le nostre preoccupazioni, sono state di ritrovarsi a non averne più in casa, ma non certo di fare il giro dei punti vendita e dover tornare a casa a mani vuote.
Le scorte sono finite
Porza, in queste settimane e per la prima volta dall’introduzione della tassa sul sacco il 1° gennaio 2019, sta vivendo questa situazione. Un problema già lungo un anno, ci ha spiegato il sindaco Franco Citterio, e alla quale finora si è fatto fronte grazie alle scorte. Ma anche quelle, prima o poi, finiscono. E così il comune sottocenerino si è ritrovato a secco di sacchi da 35 litri, quelli di stralunga più utilizzati: nel 2022, su 6'157 rotoli venduti, 3'704, dunque ben il 60%, erano infatti stati quelli da 35 litri.
Caccia al sacco
Per ovviare alla situazione, si è anzitutto deciso di dare la possibilità agli abitanti di acquistare, alla cancelleria comunale, quelli da 60 litri al prezzo di quelli da 35 (1.20 al posto di 2.10 franchi). Ed è subito stata caccia al sacco, con gli sportelli letteralmente presi d’assalto. “Mi sembra di essere tornati ai tempi del Covid-19, quando la gente si era precipitata a fare scorta di carta igienica per paura di restare senza, svuotando gli scaffali”, ci ha detto una dipendente comunale.
L’ultimatum
Parallelamente, da tempo si è sollecitata la ditta che produce e fornisce i sacchi: per capire il problema e cercare soluzioni. Un anno intero fatto di comprensione, sollecitazioni, pazienza… verso le spiegazioni e le motivazioni dell’azienda in questione, ma che finora non ha portato risultati. E così i magazzini si sono svuotati e le scorte finite; tanto da spingere il Municipio a intimare un ultimatum al partner commerciale che, secondo l’ultima lista delle commesse pubbliche resa nota, quella del 2021, riceve su per giù 10'000 franchi all’anno su incarico diretto. Parallelamente, si sono già cercate alternative. In particolare, è stata individuata e contattata un’azienda romanda, che si è già detta pronta, se necessario, a rilevare il servizio.
Il mercato delle plastiche
Tra pandemia e guerra in Ucraina, tutte le materie prime hanno sofferto, e in generale hanno conosciuto o conoscono difficoltà di reperibilità, rispettivamente un marcato rincaro, anche le plastiche. Eppure, la più recente Valutazione dell’approvvigionamento economico del Paese AEP del 18 aprile 2023 non indica le plastiche fra i materiali la cui reperibilità e prezzo siano da considerare delicati. La possibilità di reperire le plastiche sul mercato, al momento, è anzi giudicata buona.
I (pochi) fornitori in Ticino
La necessità di sacchi in plastica per rifiuti personalizzati è di tutti i 106 comuni del cantone. Le aziende fornitrici, per contro, sono solo due o tre. Facile intuire che il problema potrebbe essere anche di altri, e presto venire alla luce, esattamente come successo a Porza. Noi abbiamo fatto un giro di telefonate a vari comuni, ma nessuno ha manifestato (o voluto farlo) ristrettezze o problemi di fornitura.

Zero rifiuti: vestiti, tessuti, dall’acquisto alla lavatrice
La consulenza 25.04.2023, 12:50
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