“Il mio hobby è disegnare e recitare poesie. In un futuro spero di diventare insegnante, ma ho paura che il mio sogno non si realizzi. E sono preoccupata di non poter completare i miei studi, perché le nostre scuole sono state distrutte e alcuni dei miei insegnanti sono morti durante la guerra”. Queste parole sono parte di uno scambio epistolare fra Marta, allieva della Scuola media di Viganello, e Batoul, ragazza che frequenta della scuola di fortuna Al-Salam nella Striscia di Gaza.
Il progetto, promosso dall’associazione Future in Peace, è stato realizzato con il coinvolgimento attivo dell’istituto di Viganello. Da settembre alunni lontani tra loro hanno cominciato a produrre lettere e disegni che, con mezzi di fortuna, sono arrivati a destinazione. Ora alla scuola media del quartiere luganese è in corso una mostra che racconta questa scambio epistolare fra alcuni allievi di due realtà agli antipodi. Una mostra che dovrebbe concludersi domani 7 maggio ma che potrebbe essere prolungata.
Alcuni allievi di Viganello si sono scambiati lettere e disegni con ragazzi della Striscia di Gaza
“È sempre come se fosse l’ultima lettera”
“All’inizio non sai come prenderla, non sai cosa scrivere perché questi ragazzi stanno vivendo un momento molto difficile” dice un’alunna di Viganello ai microfoni della RSI. “Non sai mai - aggiunge un’altra allieva - se potrai scrivere ancora un’altra lettera, non sai se la destinataria ci sarà ancora ed è sempre come se fosse l’ultima lettera: è una cosa molto brutta”.
Sono lettere, quelle che arrivano dalla Striscia di Gaza, in cui vengono raccontate - con parole e con disegni - le condizioni di vita nella scuola di fortuna ma anche nella quotidianità familiare. Batoul ha per esempio scritto “che vivono nelle tende, tende in cui frequentano anche la scuola. Dice che malgrado tutto stando con i suoi amici riesce a non pensare alle cose brutte” racconta un’altra ragazza delle Medie di Viganello.

La mostra in corso fino a domani 7 maggio alle Medie di Viganello
La risposta “molto bella” degli allievi
Nell’istituto scolastico luganese il progetto è stato portato avanti da Alessandro Franciotti, docente di italiano, che fa parte dell’associazione Future in Peace: “Come docente, ho sposato la causa della scolasticità anche nei luoghi di guerra e quindi mi sono sentito chiamato a fare qualcosa, a dare voce a chi in questo momento non ne ha” spiega alla RSI.
In questa esperienza, continua Franciotti, “ho ricevuto una risposta molto bella anche da allievi che magari sono indisciplinati, che hanno le loro problematiche e sono apparentemente presi dalle cose adolescenziali, ma che poi, sollecitati con un progetto del genere, hanno risposto”. E conclude: “Mi porto dunque dietro la consapevolezza di non dover mai dare niente per scontato e ad avere veramente fiducia nei giovani, quindi nel futuro”.

Gemellaggio fra studenti delle medie di Viganello e una scuola di Gaza
SEIDISERA 06.05.2026, 18:00
Contenuto audio

Striscia di Gaza: le ferite della guerra
Telegiornale 07.04.2026, 20:00





